NERI CAPPONI UN ESEMPIO DI FEDELTA’ ALLA DOTTRINA E ALLA FEDE...

  Il Direttore, il Condirettore con i collaboratori di "Soldati del Re" e gli amici della Comunione Tradizionale annunziano con dolore la scomparsa del Conte...

FIRENZE 28 NOVEMBRE PRESENTAZIONE DEL LIBRO : CAMBIO DI PARADIGMA...

Le espressioni “cambio di paradigma” e “rivoluzione culturale”, con cui si vuole auto-definire il pontificato di Francesco, indicano l’idea di una radicale trasformazione.

PUBBLICA RIPARAZIONE PER L’ORRENDO SACRILEGIO DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE (CENTRODESTRA) DI MASSA

Quello che sta succedendo a Massa ha dell'incredibile. L'Amministrazione Comunale (le sinistre sono state sonoramente battute a queste elezioni) di destra con l'Assessore Leghista,...

Continua il “cambio di paradigma”

Se c’è stato un papato che, secondo un noto vaticanista, ha reso la Santa Sede una fabbrica di novità, è proprio quello del pontefice argentino. Così, nei mesi che sono seguiti alla prima stesura di questo lavoro, la cronaca della vita della Chiesa non è stata certo priva di avvenimenti decisivi.

Presentazione: TRILOGIA ROMANA di Roberto de Mattei (Firenze 13/12/2018)

[Cristina Siccardi] La storia può essere spiegata, ma può anche essere narrata. Negli ultimi decenni a raccontarla è stata più la filmografia (cinematografica o televisiva) che la letteratura, talvolta con buoni risultati, talaltra discreti, talora pessimi. Di sicuro nell’editoria troviamo molto ciarpame, sia nei contenuti, sia nello stile letterario e non solo per ciò che riguarda i romanzi o i racconti storici. Scrivere bene è un’arte, richiede preparazione, essere ruminatori di libri, rielaborare concetti e parole con un fraseggiare che catturi, rispetti, educhi il lettore, e quando si fa memoria di chi o di cosa non è più, allora occorre essere seri, esigenti nel rigore e intellettualmente onesti.

Antonio Socci e “Il segreto di Benedetto XVI”

Sabato 16 febbraio 2019 a Firenze presso l'Auditorium della Regione Toscana in via Cavour, alle ore 10,30, per iniziativa del Consigliere della Lega jacopo...

«Prima gli italiani!»

L’attuale Governo e, in particolare, la Lega di Matteo Salvini vanno sempre più caratterizzando la loro immagine con il motto: «Prima gli italiani!». E...

TUTTA LA TRADIZIONE A CIVITELLA DEL TRONTO : VENERDI’ 8,...

Carissimi amici, siamo lieti di annunziarvi che, anche quest'anno, si svolgerà il XXXII Incontro della Tradizione Cattolica presso la "Fedelissima" Civitella del Tronto nella seconda...

Don Milani, un cattivo maestro

È cominciato in anticipo e in modo imbarazzante il ricordo di don Lorenzo Milani, il mistico parroco della Barbiana, a cinquant’anni dalla sua morte.

La giusta severità della Chiesa verso la cremazione dei corpi...

“Eravamo ciò che siete, sarete ciò che siamo”! Preparato su iniziativa e sotto il regno del santo papa Pio X, e promulgato da papa Benedetto...

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Piaccia o no, questa è la nostra Rivoluzione Culturale. (Si chiama democrazia)

Quella che fa incattivire gli europeisti e contro cui mobilitano tutte le loro armi lecite e illecite – è la nostra Rivoluzione Culturale.  Il punto è che molte persone (ancora non abbastanza) hanno fatto la Scoperta del Secolo

La Notte di Natale del 1914 …Solo la Verità che viene nel mondo può...

La Notte di Natale del 1914, nelle trincee del fronte occidentale (tra Francia e Belgio) ci fu una tregua. Inglesi e Tedeschi festeggiarono insieme la...

MACRON ELIOGABALO

Regnò dal 218 al 222 d. C. “Si dice che Vario Avito, detto Eliogabalo, fosse uomo bellissimo. “Dall’Asia tornò a Roma e vi portò l’aerolite di Emesa, sacra al dio Sole, per cui costruì un grandioso tempio sul Palatino: L’Elagabalium. Eliogabalo, che prese il nome dal suo dio orientale El Gabal, rese pubblico il suo culto e lo pose sopra quello di Giove, nominando se stesso Sacerdos Amplissimus. Le reliquie più sacre, tra cui la MagnaMater, il fuoco di Vesta, gli ancilia dei Salii e il Palladio, furono trasferite all’Elagabalium

Basilica S. Miniato al Monte di Firenze (di Filippo Bianchi)

Si segnala che la Basilica di San Miniato al Monte, capolavoro dell'architettura romanica fiorentina, ha recentemente cessato di essere solo un luogo di culto per divenire un luogo mondano.
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