Le Rogazioni. Preghiere antiche di una Chiesa che era cattolica

«Si partiva la mattina presto: il sole un po’ sbiancato e sempre fra il sonno – scriveva nel 1969 R.B. un alunno della Scuola Media “Giovanni della Casa” di Borgo San Lorenzo a proposito delle “Rogazioni” – ma il cucùlio già sveglio nell’aria odorosa e fresca di primavera. Betto in testa con lo stendardo. Dietro gli uomini e una ventina di donne col velo. Il pievano col piviale viola della penitenza e tra le mani il reliquiario d’argento di tutti i Santi.

Ricordi di scuola

"Come il mulino odora di farina / e la chiesa d'incenso e cera fina / sa di gesso la scuola / (...) Tutto qui...

I capricci degli uomini e del tempo nell’antico diario di Matteo...

Ancor oggi se qualcuno, passato il Tabernacolo della Giustizia e il Palazzo dei Vicari, si avventurasse - pedibus calcantibus - su per i monti a settentrione della bella Scarperia, dove il vento rovaio gioca con la neve fino a primavera, ritroverebbe ancora una sorta di Mugello incontaminato; insomma un mondo non lontano da quello descrittoci da don Matteo Pinelli - secondo il Brocchi originario di Parma - che fu, nel 1600, priore a Cerliano, sull'Appennino a Nord di Scarperia , di quella Scarperiache fu terra natale del Clasio.