Caro Direttore, ho appena terminata la lettura del suo splendido articolo PUCCI CIPRIANI RI-VISITA LA NAPOLI DELLA TRADIZIONE.
Io sono un grande appassionato di Napoli, che ho iniziato a scoprire nel 2003, allorché mi ci recai per lavoro e dove trascorsi qualche tempo.
Ho avuto l’onore e il privilegio di assistere al miracolo della liquefazione del sangue di Santa Patrizia in San Gregorio Armeno (mi ero intrufolato in un gruppo di pellegrini di Benevento e mi ero posizionato a pochi centimetri dalla teca retta dalle mani di una suora che la faceva lentamente inclinare a destra e a sinistra).
Frequentavo a vico Tre Re la chiesa di Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe di Gesù Cristo (la Santa dei Quartieri).
Non mancavo di passare al Gesù Nuovo da San Giuseppe Moscati e al Gesù Vecchio dal Beato Padre Placido Baccher.
A tacere delle anime pezzentelle e del cimitero delle Fontanelle…
Nei momenti liberi percorrevo la città da cima a fondo, chiesa per chiesa, vicolo per vicolo, vincendo il timore di scippi e rapine.
Mi sono appassionato alla canzone napoletana, classica e attuale (ho stretto amicizia con Maria Nazionale).
Ho frequentato i teatri, i musei (otto ore a Capidimonte), le librerie (compresa Controcorrente).
Mi sono calato nei sotterranei, percorrendo i cunicoli dell’acquedotto greco-romano…
Ho battuto la Sanità, ho omaggiato Totò, Nino Taranto, Enrico Caruso e gli Scarpetta/De Filippo a Santa Maria del Pianto…
Quanti ricordi!
Negli anni ho continuato la frequentazione della città, e ad ogni ritorno l’ho trovata purtroppo più degradata.
Non per questo ho cessato di amarla.
Mia moglie è devotissima di San Gennaro.
Grazie alla sua intercessione abbiamo ottenuto per mio figlio la grazia, l’anno scorso dell’incarico annuale e giorni addietro del contratto a tempo indeterminato nella scuola dove mio figlio insegna.
A dicembre torneremo a ringraziare San Gennaro al Duomo.
Tutta questa lunghissima premessa per renderla partecipe di quanto mi sia stata gradita la lettura del suo articolo, che mi ha fatto rivivere tante forti emozioni e suscitato tanti meravigliosi ricordi.
Le invidio il tour partenopeo col Prof. Enzo Gallo…
La faccio finita per non tediarla oltre.
Grazie per il suo articolo così struggente, che mi ha suscitato memorie e nostalgie.
La abbraccio caramente.
W Cristo Re! W la Tradizione! W Francesco (Dio guardi)!
Suo affezionatissimo Michele Beghin


Non lo nego leggere le lettere di Michele Beghin mi apre il cuore …ci unisce  l’amore per la tradizione e l’amore per la “nostra” Napoli che fu capitale di un Regno glorioso.

A proposito di Santa Patrizia: è la protettrice dei single, delle ragazze in cerca di marito, dei naviganti, delle partorienti e delle bisognose.Un’altra curiosità : nel Convento di San Gregorio Armeno sono “nate” le zeppole (” ‘e zeppole’)…E vi par poco?
Ma di Napoli, del suo Regno, dei suoi Sovrani, carissimo amico Michele, ne riparleremo a Civitella del Tronto, durante il prossimo convegno della Tradizione venerdì 13, sabato 14 e domenica 15 marzo 2020.
Un forte abbraccio e Viva Cristo Re.
Pucci Cipriani