Dai nostri inviati : Francesco Atria – Matteo Gozzi
Per tutto il centro di Roma una lunghissima, interminabile teoria di persone, gruppi di ragazzi con bandiere, uomini e donne, giovani e anziani, tante famiglie con i loro bambini, si dirigono verso piazza Montecitorio, pacificamente: le botteghe sono tutte aperte la gente continua il proprio tran tran quotidiano: “Quando ci sono queste manifestazioni – ci dice l’edicolante dal quale abbiamo acquistato “La Verità” – in genere la città è in assetto di guerra, i negozi chiusi…si vive un clima di paura…ma oggi sapevamo già che questa sarebbe stata una manifestazione senza incidenti, con le persone che si presentano a volto scoperto e non insultano la polizia e la gente…”
Tante persone, tantissime…nessuno se lo sarebbe aspettato : a Firenze – Prato pensavano di organizzare al massimo due pullman e ne sono, invece, partiti quattordici…qualcuno non ha trovato posto..
E’ gente che vuole andare in piazza per esprimere la propria rabbia, il proprio disgusto per una classe politica che non ha più ideali ma pensa solo a difendere la propria poltrona…coalizzandosi, ben sapendo -come ci insegnava a scuola la vecchia maestra – che non si possono sommare mele e pere.
Un’ammucchiata per mantenere la poltrona, ma anche per insabbiare il più grande scandalo della storia della Repubblica : quello di Bibbiano.
“Non mi alleerò mai – aveva sentenziato de Maiocon il partito di Bibbiano, con quella gente che difende chi rapiva i bambini alle famiglie e li torturava con le scosse elettriche…per lucrarci sopra…”
Già, ma ieri, di Maio e Del Rio, erano tutti “pane e ciccia” e si “covavano con gli occhi” quando Conte, l’allievo del cardinale comunista Silvestrini, in Parlamento – in discontinuità con se stesso – con il sedere al posto della faccia, consacrava al dio Baal questo mostriciattolo, in nome del “Nuovo Umanesimo”, ispirandosi ai dettami della Gran Loggia Massonica. Intanto fuori migliaia e migliaia di voci, all’unisono, scandivano : “Buffone…buffone…buffone...” diretto al cameriere italiano della Signora Merkel, di Macron, delle Banche, dei Bildelberg, della Trilateral….
Ma quella fiumana di gente pacifica, oltre sessantamila, quelle persone, molte delle quali erano partite, con i loro zainetti e il pranzo al sacco, durante la notte per venire a manifestare in piazza, davanti al Parlamento, è stata bloccata e nessuno è potuto entrare in piazza Montecitorio : migliaia e migliaia di manifestanti non riescono ad accedere alla piazza, mentre il Signor Nessuno, in grisaglia, sta tenendo il suo discorso per chiedere la fiducia ..la gente è accalcata dietro alle transenne e ai blindati della polizia (costretta ad eseguire gli ordini del nuovo regime che si ispira al veterocomunismo sovietico a cui evidentemente mira il Nuovo Ministro degli Interni il Ministro Lamorgese) e riempie, fino all’inverosimile piazza Capranica, piazza di Pietra, il Pantheon….i manifestanti sono accalcati…vorrebbero entrare e quando, dopo ore, si apre un varco la piazza si riempie subito di persone, ma anche le altre piazze sono colme di persone…
Parla Giorgia Meloni acclamata dalla folla che denunzia questo inciucio, la “Democrazia rubata al popolo italiano” poi è la volta di Matteo Salvini, accolto da un vero e proprio boato, mentre la gente scandisce il suo nome. “Matteo…Matteo…Matteo…”; l’exMinistro leghista stigmatizza il tradimento del “Partito della poltrona” e, poi, da’ appuntamento a tutti, a Roma, il 19 ottobre per una grande manifestazione, per rendere la parola e il voto al popolo italiano.
Altri oratori si alternano sul palco…ancora c’è una grande folla e, tra la folla, un sacerdote, don Marco, un giovane parroco toscano insieme a un gruppo di giovani…ha la bandiera della Vandea…gli domandiamo il significato :“E’ il simbolo della rivolta del popolo vandeano contro il Giacobinismo (comunismo) della Rivoluzione Francese…i vandeani furono tutti sterminati…ottocentomila morti, fu il primo genocidio della storia…donne e bambini compresi…e oggi sono qui a protestare perché questa gente ci ruba l’avvenire…sono i nuovi giacobini, il totalitarismo che avanza sotto e mentite spoglie del buonismo…”
Come dar torto a don Marco, attorniato dalla sua gente, come non condividere il suo pensiero?
Francesco Atria – Matteo Gozzi