Pubblicato su Renovatio 21

«Odio mia figlia. La ucciderò». Secondo le intercettazioni raccolte dai giornali,questo sarebbe quello che la madre di una bambina disabile avrebbe detto almarito.

La storia è finita nelle cronache come unulteriore pugno nello stomaco: oramai i casi di violenza su bambini piccoli,talvolta su neonati, sbucano ciclicamente ogni mese.

I genitori in questione sono due egiziani di 29 anni, arrestati lo scorso venerdìmentre con gli altri 4 figli (età uno-8 anni) erano su un autobus partito daMilano Centrale e diretto a Malpensa, dove stavano imbarcarsi per l’Egitto. Idue,  in Italia dal 2010, vivono in unalloggio abusivo nella periferia della metropoli lombarda. Il padre è muratore,la madre sta a casa.

«Odio mia figlia, ho un rifiuto per lei. Miconosci, annegherò lei e la picchierò di continuo. Faccio finta di darle damangiare, ma la pizzico».

Le intercettazioni della polizia locale diMilano, che indaga sui due egiziani sospettando che abbia picchiato emaltrattato la loro bimba di 3 anni e mezzo, fanno emergere un disprezzo dellabambina che ha una disabilità cognitiva.

«Sono stanca e ho picchiato X e Y [altri duedei 5 figli, ndr] per colpa sua», dice la moglie. «Allora la uccido», rispondesubito il marito.

«Si, posso anche io, metto il veleno nel suomangiare. Ho fatto cose bruttissime che non puoi immaginare alla scimmia [ilsoprannome con cui chiamavano la bambina, ndr]. Le ho pure rotto il braccio etu lo sapevi» replica la donna.

Durante il ricovero della bimba all’ospedaleFatebenefratelli, dove era stata per il braccio rotto, l’uomo dice allamoglie  come chiudere la questione:«portala in bagno ora e strangola subito… chiudi il suo naso così nonrespirerà più e falla finita».

Questo quadretto è agghiacciante, vero.  A sentire questa storia, molte persone stannomale. C’è chi dice «ma dove andremo a finire», c’è chi parla di «coppiadiabolica» (con 5 figli…?). C’è chi si lascia andare a riflessioni sullaCiviltà diversa dei «marocchini», parola con cui l’italiano medio in genereindica volgarmente tutti i maghrebini, i nordafricani, finanche gli arabi ingenerale.

Niente più di una «marocchinata»?

Chissà, può darsi. L’islam medievale conoscevaun fenomeno chiamato ghayla: unadonna che non avesse portato a termine l’allattamento per un periodo di dueanni, avrebbe sicuramente, se rimasta incinta nuovamente in questo periodo,privato il lattante delle giuste sostanze nutritive – da qui la soluzione del«piccolo assassinio» dell’infante. Cioè, un vero e proprio «abortopost-natale».

A dire la verità, più che remote regoledell’Islam sunnita, spaventa il fatto che oggi è la Civiltà Occidentale, cioèla Civiltà ex-cristiana,  a ucciderebambini senza pietà. Non ci riferiamo all’aborto, né alla fecondazione inprovetta (che ne uccide 20 volte tanti l’aborto, ma chissà perché è taciuta edaccettata da tutti, preti in testa).

Ci riferiamo a macrofenomeni emersi conevidenza negli ultimi anni, o negli ultimi giorni. In USA si parla apertamentedella possibilità di uccidere il bambino appena nato, dopo un colloquio tramedico e madre – una cosa che aveva annunciato Hillary Clinton in campagnaelettorale.

In Belgio è dal 2014 che è possibile uccidereun bambino malato, «purché consenziente». Il bambino, cioè, può essereelimianto se ci mette la firma, dopo che i genitori ovviamente ce l’hannomessa. Potete immaginare la situazione: il bambino odia andare a scuola, masiccome mamma e papà glielo chiedono, ci va. Il bambino odia il pianoforte, masiccome mamma e papà glielo chiedono, suona un’ora al giorno. Il bambino odia ibroccoli, ma siccome mamma e papà glielo chiedono, li mangia. Il bambino nonvuole la punturina, ma siccome mamma e papà glielo chiedono, se la fa fare.

Arriviamo quindi all’ultimo capolavoro targatoBenelux: lo Stato Olandese che uccide una bambina (17 anni, nemmenomaggiorenne) perché depressa. Noa Pothoven, soggetta a sindrome post-traumaticaper uno stupro – che è nominato subito ma sul quale non sono dati dettagli;l’importante per i giornali, come Repubblica,è mettere nel titolo la parola «stupro» quasi a cercare giustificazione delsuicidio ospedaliero –, anche anoressica, la ragazza ha lasciato, oltre che unlibro biografico (!?) anche vari messaggi sui social pieni di emoji. Come avrebbe fatto una ragazzinadella sua età, con tutta la maturità del caso.

La bambina chiesto allo Stato di morire, loStato l’ha accontentata,

Non è l’unica mostruosità possibile nei PaesiBassi: nel 2015, parrebbe siano stati uccisi tramitela cosiddetta eutanasia quasi 500 persone controla loro volontà – ripetiamo, controla loro volontà. Persone, in stato di demenza o di grave indigenza, che nonavevano lasciato disposizioni in materia: decide il medico, forse anche senzasentire la famiglia.

Nel 2016, il governo dell’Aia garantì ilsuicidio assistito per coloro che sento di avere avuto «una vita completa».

Ora apprendiamo che nei Paesi Bassi ha dirittodi suicidarsi a spese del contribuente anche chi ha avuto una vita incompleta,come una diciassettenne, che non ha l’età per votare o comprarsi una bottigliadi alcolico, ma per il farmaco della morte sì.

Una vita incompleta non solo per l’età: unavita incompleta perché è la depressione che la rende tale, e solo virtualmente.La depressione, che è una grande generatrice di menzogne, continua a ripetereal cervello: è finita, basta, non hai nulla davanti, solo sofferenza. Chiunque,a meno che non sia nella morsa del Cane Nero (come chiamava la depressioneWinston Churchill), sa che questo mai e poi mai è vero.

Quante persone, nonostante traumi immaninell’infanzia e dopo e la depressione magari di livello clinico (cioè,perennemente a letto, magari in sanatorio), sono riusciti ad andare avanti esono grati di non aver mollato mai?

Di quante persone di questo tipo dobbiamoessere grati noi? Quante persone dobbiamo ringraziare per non aver creduto allemenzogne della depressione ed esserne sopravvissuti, rinunciando alla sirenadella Morte?

Vi facciamo un piccolo elenco: Buzz Aldrin,astronauta, soffriva di depressione. Isaac Newton, il fisico della mela che glicade in testa. Hans Christian Andersen, lo scrittore delle favole.  Jon Hamm, l’attore protagonista di Mad Man. Francis Scott Fitzgerald, loscrittore de Il Grande Gatsby. AlecBaldwin, attore. Thom Yorke, il cantante dei Radiohead. Beyoncé. Antoine deSaint-Exupéry, l’autore del PiccoloPrincipe. Leonard Cohen. Brad Pitt. Francisco Goya. Stephen King. EdgarDegas. Uma Thurman. John Lennon. Charles Baudelaire. Akira Kurosawa. AgataChristie. Abramo Lincoln. Jim Morrison. Marlon Brando. Michael Phelps. TrumanCapote.  Michelangelo. Jim Carrey. LeoneTolstoy. Emily Dickinson. Frank Sinatra. Helena Bonham-Carter. Robert Smith.William Faulkner. Bruce Springsteen. Sheryl Crow. Alanis Morissette. JosephConrad. Vladimir Mayakovsky. Chris Cornell. Billy Corgan. Gwyneth Paltrow.Søren Kierkegaard. Ray Charles. Kristen Dunst. Vincent van Gogh. Peter Gabriel.

Tutti costoro, è ammesso pubblicamente, hannosofferto di depressione.

A molti di costoro, forse, se a 17 anniqualcuno avesse offerto la possibilità di morire, si sarebbero uccisi. Quantoavrebbe perso il mondo, quindi? Quanto sarebbe mancato all’umanità?

Quello che abbiamo perso con la morte di Noanon lo sapremo mai.

Non sapremo mai se avrebbe vissuto e, magari,se si sarebbe messa alla spalle la depressione: magari mettendo su unafamiglia, e trovando l’amore incondizionato dei suoi figli e i suo marito.Rifiorita, come capita a molte.

Non sapremo mai se avrebbe vissuto e, magari,si sarebbe vendicata dei suoi stupratori, facenogliela pagare tutta. Oppure, sesarebbe mai arrivata al punto incredibile, qualora ne fossero degni, diperdonarli.

Non sapremo nulla della vita Noa, perché ildiluvio della Cultura della Morte l’ha annegata prima ancora che prendesse lapatente.

Ora, tra la coppia egiziana di Milano cheprogetta un infanticidio e lo Stato Olandese, di differenza ne vediamo davveropoca.

Ma non è nemmeno questo crollo visibile dellaCiviltà europea che ci spaventa.

Quello che ci intimorisce, è il fatto che civorrà poco, pochissimo, prima che vadano a bussare alle porte delle famigliecon bambini handicappati, down, autistici.

Quanto ci metteranno gli impiegati dello Statodella Morte a bussare in casa di chi ha un bambino danneggiato da vaccino?

Toc-toc. Vi chiederanno se volete uccidere vostro figlio, per il suo benechiaramente: perché la sua qualità della vita è scarsa, e continuare arespirare, come per Alfie, non è nel suo best interest.

All’inizio cercheranno di pervertire le famigliecosì. In molti casi, ci riusciranno: perché senza un fondamento morale di alcuntipo, la vita moderna riesce a farti accettare anche il sacrificio umano di unbambino.

Poi passeranno a parlare di costi per lacollettività, di egoismo dei genitori che vogliono tenere in vita un bambinoche soffre.

La scienza dirà la sua, gli stati legifereranno secondo la pressione degliinteressi in campo. Puf, ciritroveremo con l’assassinio obbligatorio dei bimbi ritenuti non-adatti. Perchémalati, perché manchevoli, o forse, in un giorno non lontano, perché troppi.

Lo abbiamo detto, lo ripetiamo. Lo scopo èquello di accelerare il ritorno del sacrificio umano. Rendere la vitaspendibile, sacrificabile, cancellabile con uno schiocco di dita. Se non cicredete aprite gli occhi. E abbracciate i vostri figli, finché vi permettono dilasciarli vivere.

RobertoDal Bosco