“E’ una sconcezza. Irrispettosa verso la fede, la Chiesa, la costituzione. Utilizzare quei simboli e la tradizione cattolica per dividere, è veramente sconcertante(…) si tende a smaltare di presunta religiosità un vuoto di ideali, di profezia e di senso della politica. C’è bisogno di brandire queste cose per occultare un vuoto reale. E’ la sottocultura della paura, che alimenta queste tendenze” 

Parola di Prete Gianni, che non è il personaggio del “Guerin Meschino” o de “L’Orlando Furioso” che Astolfo libera da una maledizione (male – dicere = dir male) e che l’Ariosto individua nel re d’Etiopia, ma un  prete, anzi un monaco, un pezzo grosso, ovvero l’Abate dei Benedettini Olivetani. “dom” Bernardo Gianni da Prato. E lui non è stato liberato certo da una maledizione, lui le maledizioni le manda per “raccomandata” a Matteo Salvini e ai milioni di italiani, in gran parte cattolici, che lo hanno votato (sottoscritto compreso) e che ancora hanno a cuore i simboli religiosi. Quante persone oggi, ancorché giovani, nei momenti drammatici “impugnano” il Santo Rosario e lo recitano in ginocchio (sì, in ginocchio, caro Prete Gianni) : ultimo esempio i ragazzi, a Parigi, di fronte al rogo di Notre Dame) quello stesso Rosario che San Pio V, brandì, insieme alla croce, per convincere i Principi cristiani ad unirsi nella Crociata antiislamica per cui a Lepanto le Armi cristiane  vinsero la preponderante flotta turca e il Senato Veneto (formato da “uomini veri” e non da donnaccole o invertebrati sculettanti) pose la lapide con la scritta : “Non virtus, non arma, non duces, sed Maria Rosari, victores nos fecit” (“Non il valore, non le Armi, non i condottieri, ma la Madonna del Rosario ci ha fatto vincitori”)


Perfino un umile fraticello, il Beato p. Marco d’Aviano (anche lui, come San Pio V “vuoto di ideali, di profezia e disenso della politica”) brandiva un crocifisso e, postosi a capo delle truppe della Cristianità, intrepidamente, nel 1683, alle Porte di Vienna, fermò i turchi salvando l’Europa dall’invasione musulmana e, salvando l’Europa, salvò così anche il Cristianesimo.
Se oggi non preghiamo, al comando della voce sguaiata del muezzin dall’alto del minareto, a quattro zampe in direzione della Mecca e se l’Europa non è ancora sottomessa alla Mezzaluna lo si deve a chi combatté a Lepanto e a Vienna in nome di quei simboli e, per dirla tutta, se oggi, le delicate chiappette dell’Abate Bernardo Gianni riposano ancora sul tronetto abbaziale di San Miniato al Monte  lo si deve alla : “sconcezza verso la fede (e) la Chiesa” di quei cattolici oltranzisti e oscurantisti sottomessi alla “sottocultura della paura”


E mi sembra che brandisse una Croce anche Leone I (Magno) quando, nel 452, accompagnato da una Ambasceria di Roma, nei pressi di Mantova, convinse Attila (“il Flagello di Dio”) e le sue orde fameliche ad abbandonare l’Italia.
Potenza dei simboli!


Il Prete Gianni – che dopo aver tenuto gli esercizi spirituali a Papa Francesco e aver così “surclassato” in potenza mediatica e notorietà il Cardinal Betori –  sembra ora diventato la “Stella Polare” del Progressismo illuminato, del Gacobinisbo e del donmilanmeuccismo, ma nella sua “invettiva – maledizione” a Matteo Salvini si è dimenticato che a brandire una croce e quindi a commettere una “sconcezza.Irrispettosa verso la fede, la Chiesa, la Costituzione” è stato anche il “suo” Papa Bergoglio – al quale invia, in stucchevole sequenza, “messaggi subliminali”, strambotti, peana e carole..- allorché, nel 2015, apparve in Bolivia impugnando una croce con falce e martello, dono del suo amico  Evo Morales, Presidente comunista della Bolivia, dimenticandosi forse che la “Falce e il Martello” sono i simboli di un’ideologia assassina che , nel mondo, ha fatto oltre 200 milioni (dicesi duecentomilioni) di vittime…insomma come se Francesco avesse brandito, dono di Hitler, un crocifisso con il simbolo infame della svastica….Dettagli per il nostro Abate che, “alle sue spalle”, ha un retroterra teologico di vaglia : nientedimeno che il filosofo gnostico Massimo Cacciari (quello che, sindaco di Venezia, apportò più danni alla città che tutte le maree) e (udite o gente!) il “guru” della Comunità (gnostica) di Bose, il ragionier Enzo Bianchi, quello che Prete Gianni considera il suo “magister et ductor” e chiama , con ispirazione, volgendo al cielo i suoi occhietti languidi : Fratel Enzo …per cui le tante damazze, le mezzeculture, i poetastri e le vecchiarde nullafacenti che scrivono “poesie”(sic), gli imbrattatele che non conoscono il disegno, i musicisti che non sanno la differenza tra crome e biscrome,i giovinetti imberbi incantati dalla new age di San Miniato e dal carisma del benedettino, le damine isteriche e visionarie,insomma tutta la corte dei miracoli che frequenta San Miniato al Monte, va in visibilio di fronte al ragionier Bianchi.E paragonano l’Abate benedettino, che sembra uscito da un quadro malriuscito del Botticelli, mite e angelico, terso e pulito – lui che usa solo Eau de toilette pour homme Giorgio Armani e prodotti Lancome, pieno di dubbi amletici : “Ecco ora che X è morto” , disse di fronte al feretro di un defunto e ai suoi familiari, ” finalmente scoprirà cosa ci sarà nell’al di là…se ci sarà un al di là “ –  al suo guru “ispido e selvaggio”, che, invece sembra uscito da un corteo di capelluti contestatori (in primis contro l’acqua e il sapone) sessantottardi, e, per questo, sembra aver bisogno di un bagno nella varichina, di una strigliata con bruschino e sapone di Marsiglia e di un mezzo caratello di deodorante. E quest’omone, rude e selvaggio, con la barba ispida come Gamba di Legno, sembra fugare ogni dubbio amletico del “mistico Abate”: il grande cardinale Biffi e il Vescovo Alessandro Maggiolini (che ormai dormono nella pace del Signore)? La Chiesa italiana nei confronti di Bossi, la Lega e Salvini? “Il grande silenzio di una Chiesa complice li ha aiutati a iniettare nel tessuto sociale del territorio il veleno della xenofobia” 


E il terrorismo islamico? Il Corano che predica la Guarra Santa? Sembran bazzecole:“Se nel Corano ci sono testi di violenza, non sono molto diversi da quelli che troviamo nella Bibbia e che ci fanno inorridire.
E l’abbigliamento islamico? Il burka? Anche a queste domande risponde con sicumera il guru che ha proclamato guerra non solo all’acqua e al sapone ma anche alla Chiesa…e al buonsenso : “Ma il velo completo per le suore di clausura è stato abolito solo nel 1982. E’ amolto recente la presa di coscienza della pari dignità della donna e dell’uomo nel Cristianesimo, che non ha ancora il linguaggio per esprimerla. La soggezione delle donne agli uomini è un retaggio scritturale nell’Islam, ma è presente anche nelle nostre scritture: San Paolo afferma che le donne non devono assolutamente parlare nell’assemblea della chiesa e devono a stare a capo coperto.”


E la Madonna? Eccoci ai fuochi di artifizio finali. La Madonna : “Nella chiesa c’è buona volontà ma poi della donna si hanno immagini irreali: il modello di Maria vergine e madre, che non può essere il riferimento per una promozione della donna nella chiesa…”


Sì avete capito bene. La Madonna, le sue immagini, la devozione mariana, tutta robaccia da mettere in cassetta in quanto – dice il guru barbuto che pontifica dai pulpiti di San Miniato al Monte – non si può presentare ai fedeli il modello di Maria vergine e madre…ma si scherza? Parlare di verginità e di maternità…chi sa come se la ridono le donnaccole della corte dei miracoli degli Olivetani fiorentini… 
Sull’esterno della Basilica, spesso usata per sfilate di moda – scrive il nostro Filippo Bianchi – , sono stati installati degli arbusti di differenti tipologie che rappresentano il giardino del mondo e offuscano la facciata creando un ettetto “orto botanicio”  in perfetta sintonia con la nuova moda del Naturalismo (massonico n.p.c.) e dell’Ambientalismo, anticipo della nuova religione gnostico globale” E poi l’amore del nostro Prete Gianni per il poeta Mario Luzi (che il sottoscritto ha avuto l’onore e il paicere di conoscere) al quale è stata dedicata : “una scultura – scrive ancora FilippoBianchi – costituita da un libro impresso nel marmo installata su un piedistallo (…) che evidentemente non rappresenta il Testo Sacro  poiché riporta una citazione del poeta Luzi della poesia “Bellezza” , come voler strumentalizzare nel contesto attuale sia il sacro che il profano…”
Ecco, aggiungo sommessamente: caro Prete Gianni è sicuro che Mario Luzi, avrebbe gradito questa “cafonata” neomodernista, lui che, nel 1971, fu una delle cento personalità, di diverse Nazioni, appartenenti al mondo della cultura, della filosofia, dell’arte e della scienza, che inviarono un appello alla Santa Sede perché fosse conservata la Messa in latino di San Pio V secondo il rito romano antico? E conosce il nostro Abate, faro dell’Illuminismo massonico, che ha trasformato la bella Basilica fiorentina in una sorta di tempio new age, il testo che gente come Luzi, Dallapiccola, Nino Rota, Elena Croce, Robert Bressson, Agata Christi, Giorgio Bassani, Luiis Borges, Pallottino, Ettore Paratore, Andrès Segovia, Guido Piovene, Henry de Montherlant, Eugenio Montale e tanti altri firmarono? Ebbene quel testo, tra l’altro recita : “…è un fatto che proprio questa basiliche, queste cattedrali furono costruite in tal modo perché in esse vi si celebrasse un rito – la Messa cattolico romana – che, alemno fino a poco tempo fa, costituiva ancora una tradizione vivente ed universale. (Ma)…vi è un piano ben precisoproprio per distruggere questa Messa (…)In un tipo di civiltà come la nostra caratterizzata in senso materialistico e tecnocratico in cui la vita intellettuale e spirituale viene sempre più minacciata (…)nella parola , sembra veramente incivile voler ora privare l’uomo di una delle più grandiose manifestazioni in cui la parola scritta si sia mai espressa.”


Ecco, signor Abate Gianni, sia più sobrio e almeno un po’ onesto: quando, a ogni pié sospinto, come fa il fachiro che per stupire cammina sui chiodi, cita Mario Luzi lo citi fino in fondo…perché Mario Luzi non avrebbe approvato certamente quell’immondo mercato che ruota intorno alla Basilica di San Miniato e intorno alla sua persona: non avrebbe approvato la predicazione di una chiesa donmilaniana e balducciana progressita e non avrebbe approvato quel suo “appoggio” alla setta renziana…infatti Lei condivide sui social – di cui è un gran fruitore e sui quali appare, spesso, nelle più strane fogge, ora con cappellini inciliegiati, ora vestito da Papà Natale – le iniziative piddine a cominciare da quel massonico Festival delle Religioni, vera e propria esibizione circense, fatta di sbracato e becero ecumenismo, e condotta dalla signora Francesca Campana Comparini che altro non è se non la moglie del politico Marco Carrai che Lei ha unito in matrimonio…con tanto di grancassa.


E quella fotografia con Nardella e tutta la sua congrega che lo ha portato in Palazzo Vecchio fotografata sulla scalinata come un sigillo di “ortodossia” alla politica piddina che ha trasformato Firenze, grazie anche all’aiuto di gente – lo dico senza animosità – come Lei in una città del Terzo mondo….
Non bastavano il “Napalm su Salvini” promesso dal suo “confratello” don Andrea Bigalli – forse meno furbo ma più sincero di Lei? – e non bastava l’aiuto della Curia fiorentina dato a Nardella con il Vice Presidente della Caritas diocesana Martini sempre immischiato, con i comunisti vecchi e nuovi,  in torbidi giochi di potere? Non bastava il parroco della Madonna della Tosse che celebra Messa in “rito musulmano” invocando Maometto? Non bastava don Alessandro Santoro alle Piagge che ha trasformato la sua “comunità” (si fa per dire!) in un Luna Park all’interno di una “comune” cinese dove si celebrano matrimoni sodomitici? E non bastava il “gay pride cattolico” del Gruppo Kairos con tutti gli incontri LGTB (Lesbiche – Gay – Trans- Bisex) nelle varie parrocchie?


Veda, veda Reverendissimo Prete Gianni, molti mi dicono che io avrei bisogno di un nemico per sentirmi vivo…e stavolta la “vittima sacrificale” sarebbe stata Lei…Figuriamoci…. a me Lei rimane simpatico perché mi ricorda gli anni in cui mi battevo contro il Comunismo e, invitato dall’amico Giovanni Donzelli e dagli studenti del FUAN, andavo a parlare – o meglio andavo a tentar di parlare – nelle Facoltà dell’Ateneo Fiorentino.


Lei proviene dal Collettivo Comunista dell’Università di Lettere di Firenze, dove ad attenderci c’erano, in genere, un gruppo di volenterosi ragazzacci in eskimo con tanto di spranghe che, volentieri, avrebbero aperto i nostri crani come cocomeri di Rassina, e, infatti quella volta che dovevo commemorare il Commissario Luigi Calabresi, assassinato dai comunisti a Milano, ci provarono…ero con Donzelli e ci salvò, dalle sprangate del Collettivo Comunista dell’Università di Lettere, la Polizia, mentre i “compagni” gridavano a  squarciagola : “Calabresi assassino” (capito?) e “PS = SS“…li rivedo ancora, con nostalgia, i volti congestionati di quei ragazzi che ci volevano far passare a miglior vita a suon di sprangate…e ce n’era uno che stava, ma si vedeva che la spranga la sapeva usar bene, in disparte. Vede Reverendissimo Abate, ho fatto il conto degli anni – e le date corrisponderebbero – quel giovanotto segaligno che si nascondava dietro ai suoi compagni per poter colpire “a tradimento” poteva esser Lei…chi lo sa…certo che io non dimentico…no, no, ricordo con troppo languido rimpianto quegli anni “di piombo” e, mi scusi il francesismo ,”di merda”.


PUCCI CIPRIANI