di Pucci Cipriani

È proprio il caso di dirlo: “Dove eravamo rimasti?”…da un anno e mezzo, calpestando le più elementari norme di “democrazia”, calpestando la nostra Costituzione, calpestando sinanco il più elementare buon senso, siamo stati messi agli “arresti domiciliari” in un interminabile, assurdo, lockdown : come un tempo si marchiavano gli schiavi o agli ebrei veniva canagliescamente cucita la “Stella di David” sul vestito, a noi hanno imposto – per “ri-educarci”, ha detto, starnazzando, una delle più “allineate” presenze femminili televisive – l’uso dell’inutile mascherina togliendoci, con la libertà, anche il volto, il sorriso…mentre eravamo (siamo) costretti a rispettare il cosiddetto distanziamento sociale, di staliniana memoria…insieme al divieto di incontrare gli anziani, per frantumare la famiglia naturale e per cercare di introdurre le mostruosità previste dal decreto Zan.

E noi, chiusi in casa, oppressi, ventiquattr’ore su ventiquattro, dal martellante terrorismo dei telegiornali e da quello, insopportabile, di virologi, zanzaroligi, psicologi, psicolabili, cartomanti e pitonesse, tutti nostalgici dei rigurgiti delle fogne sessantottarde. E mentre noi stavamo chiusi in casa, le nostre città erano i mano alla delinquenza organizzata, a “spacciatori” che consegnavano la loro mercanzia di morte a domicilio, a borseggiatori che assalivano, indisturbati, la gente che, guardinga, se ne andava a far rifornimento di viveri, a bande di “immigrati irregolari” che si fronteggiavano armate di “machete” ….mentre, il più delle volte, i vigili (in)urbani pronti a prendere draconiane misure contro i ragazzi che avevano abbassato di pochi centimetri la mascherina, facevano finta di non vedere…

Insomma, pare davvero avesse ragione il dottor Goebbels, di trista memoria, quando sentenziò: “Con la paura alla gente puoi far fare tutto ciò che vuoi…” 

A tutto questo si aggiunga la tragica situazione della nostra Chiesa: prona agli ordini e ai voleri insani di un governo/i “anarcocomunista/i” , non eletto/i dal popolo…uomini della Chiesa (che resta la nostra amata Chiesa) si sono chiusi nel loro guscio, presi e ossessionati dalla paura, hanno lasciato che i malati “terminali” – il Covid, esisteva ed esiste, eccome, come esistevano un tempo le pestilenze, ma con le quali si cercava di convivere – morissero, da soli, senza una parola di conforto, senza che un sacerdote di Cristo potesse dir loro “Del Signore ti porto il suo gran dono/ in nome suo ti assolvo e ti perdono”.

Nelle chiese, addirittura, giovinastri e beghine, con il giubbotto da “stradino”, con le strisce fosforescenti, importunavano (ed importunano) i fedeli, “spiegando” le norme del distanziamento e  dell’igiene …andate a rileggervi le storie, attraverso i cronisti dell’epoca, delle pestilenze attraverso i secoli, e troverete i sacerdoti che a rischio della loro vita, sfidando i contagi, andavano a portare nelle case e nei lazzaretti la Sacra Eucarestia, ovvero il “passaporto per il Cielo” …leggetevi l’eroismo dei frati nelle belle pagine manzoniane della peste di Milano…

In nome dell’igiene, ora, anche la S. Comunione viene data nelle mani e prima di prendere la Sacra Particola il sacerdote si “igienizza le mani”…come se il Corpo di Cristo fosse contagioso…purtroppo la gente si adatta (ma non sapete che esiste anche la Comunione Spirituale, che è una Comunione di desiderio, così da non prendere sacrilegamente la Particola in mano?) e vedrete che, passata l’epidemia, sarà obbligatorio prendere la Comunione in mano…

Ricordo, nel mio paese, da ragazzo: in caso di epidemie, di calamità pubbliche, di terremoti, veniva scoperta l’Immagine miracolosa del SS. Crocifisso…e la gente guariva…ora che non l’hanno scoperta, ma, guarda caso, tutti i preti si sono ammalati di Covid…

Ecco in questi lunghi mesi noi non abbiamo abbandonato la “buona battaglia” – e molti degli amici che mi leggono lo sanno benissimo – abbiamo sfidato anche il regime, agendo in “clandestinità”…ora hanno “aperto il gabbio”…per quanto non lo sappiamo…forse a ottobre ci richiuderanno…

Ma intanto, dopo così lungo tempo, ritroviamoci, ritroviamoci tutti, per poter assistere alla celebrazione della S. Messa in rito romano antico, alla nostra Messa, alla Messa dei Martiri, dei Santi, dei Confessori della fede….

Ritroviamoci, il prossimo venerdì due luglio 2021 a Borgo San Lorenzo (potrete leggere il programma su questo sito), per poter pregare insieme, insieme assistere al Divin Sacrificio…come dice Lorenzo: “affamati di cameratismo e di verità…”, ritroviamoci insieme per ringraziare il Signore di essere in salute  di essere sopravvissuti al Covid 19 e anche alle follie di questo/i governo/i…

E ritroviamoci, infine, anche per commemorare un grande anniversario il 450° anniversario della gloriosa Battaglia di Lepanto e della Vittoria della Cristianità sull’Islam, grazie al volere di un Papa Santo San Pio V.

Presenteremo il libro “Pio V: un papa Santo” (ed. Lindau) del prof. Roberto de Mattei – che sarà tra di noi – uno dei punti di riferimento della Tradizione cattolica, non soltanto italiana.

E speriamo che anche questo “Convegno della Tradizione Cattolica del Granducato di Toscana” possa perpetuarsi nel tempo…come quello della “Fedelissima” Civitella del Tronto che, quest’anno, si terrà, se Dio lo vorrà, nella prima decade di settembre.

PUCCI CIPRIANI