28 settembre 2019 ore 15 – 17: sto (ri)leggendo il libro di José Antonio Ureta : “Il Cambio di Paradigma di Papa Francesco : continuità o rottura nella missione della Chiesa?”  –  Due ore sotto il sole, in un magnifico pomeriggio settembrino, con il volto che brucia, in piazza Castel Sant’Angelo a tre passi da San Pietro, accanto a me una coppia di sposi sta recitando il S. Rosario, un giovanissimo sta almanaccando su “Le Confessioni” di Sant’Agostino…siamo in trecento provenienti da tutta Europa, e non solo, tutti schierati a scacchiera in una “Acies ordinata”, assorti nella preghiera o nella lettura,  in silenzio, composti. Uomini e donne di cultura, professionisti, giovani e giovanissimi studenti, Docenti Universitari, fedeli devoti, Direttori di testate giornalistiche cattoliche, teologi e filosofi, scrittori (in prima fila  c’è proprio José Antonio Ureta, cileno, autore del best seller che sto rileggendo e che, al termine, mi scrive sul frontespizio questa bella dedica : “A Pucci Cipriani, con ammirazione per la sua militanza cattolica e controrivoluzionaria per oltre mezzo secolo – In Jesu et Maria -José A. Ureta”)

Di fronte Castel Sant’Angelo, la fortezza che tante volte nella sua storia ha difeso il Papato, è avvenuto il nostro raduno – preghiera, raduno di cattolici fedeli alla Tradizione che intendono formare un’unica Armata contro i nemici di Dio , quei nemici che sono penetrati all’interno della Chiesa e venerano gli idoli fin nel Santuario (ubi sedes beatissimi Petri et Cathedra veritatis ad lucem gentium constituta est” (Esorcismo di Leone XIII). 
Un’Armata che combatta, come in effetti sta combattendo, contro il “Fumo di 
Satana”, con la purezza della Dottrina, la chiarezza delle parole, la fermezza dell’esempio, pregando la Madonna di mantenerci in una “Acies Ordinata” (Cantico dei Cantici 6, 3; 6, 9) un esercito pronto a dare battaglia , con quella tranquillità che nasce dalla pace di Cristo che è nei nostri cuori e che vogliamo sia estesa al mondo intero.
Ecco, in quello stesso pomeriggio l’amico di vecchia data Filippo Bianchi, fiorentino residente a Bergamo, Consigliere Comunale della Lega di quel comune lombardo e Presidente dell’Associazione bergamasca “Caritas in veritate”, proprietario del blog sessantottodellachiesa.it : che aveva in mente di organizzare, nella sua città, un Convegno  sul tema “Da Barbiana a Bibbiano”, mi propose  – Filippo Bianchi è un cattolico della Tradizione, persona seria e di cultura, non un ciarlatano che parla per sentito dire, offendendo, oltre tutto, grammatica e sintassi, uno che parla delle cose che conosce, ha letto  le carte della Commissione della Regione Toscana su “Il Forteto”, ha letto i miei scritti su don Milani e “Il Forteto”, conosce il sito de “Il Covile”, gli scritti su Barbiana e su don Milani di Rita Calderini, Roberto Dal Bosco, Enrico Nistri, Padre Tito S. Centi, Domenico Magrini, Sebastiano Vassalli, Roberto Berardi, etc…-  di partecipare al Convegno, come oratore, con una relazione su  L’Attacco alla Famiglia dal “Donmilanismo” allo scandalo del Forteto”, insieme ad altri oratori di vaglia, come l’Avvocato Jacopo Marzetti , Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio e Commissario Governativo de “Il Forteto”,  con la relazione :“Dal Forteto a Bibbiano : le responsabilità delle Amministrazioni” e Francesco Borgonovo, Vice Direttore del quotidiano “La Verità”, che avrebbe presentato il suo libro (posso ora dirlo : eccezionale!) scritto, a quattro mani, con Antonio Rossitto: “Bibbiano : i fabbricanti di mostri” (Ed. Panorama – La Verità).
Avrebbe introdotto lo stesso dottor Filippo Bianchi e avrebbe moderato l’incontro un altro carissimo amico, Lorenzo Gasperini, laureato di fresco in filosofia all’Università Cattolica di Milano, Consigliere provinciale di Livorno della Lega e Dirigente giovanile di quel partito; la data per il Convegno era fissata per sabato 30 novembre 2019, alle ore 15,30, presso L’Auditorium Comunale San Sisto di Bergamo; il tutto promosso da un “cartello” di sigle di Movimenti molto attivi in  Lombardia  e in Italia : “Caritas in Veritate” – Bergamo; Movimento per la Vita della Val Cavallina ; “Ora et Labora in difesa della vita”; Bibbiano : lo scandalo degli affidi”; con la collaborazione della “TFP” Tradizione – Famiglia – Proprietà; e della Comunione Tradizionale ….
Come ciascuno noterà il Convegno fu organizzato da gruppi cattolici e non dalla Lega anche se alcuni componenti dei gruppi promotori del Convegno erano – e sono – membri della Lega.
Io accettai l’invito di buon grado e, nonostante le condizioni di salute e, nonostante, i miei nipoti e il cardiologo, mi consigliassero di prendere un periodo di assoluto riposo, parlai dell’iniziativa al mio amico, Consigliere Regionale Toscano della Lega e Portavoce dell’Opposizione, Jacopo Alberti e gli consegnai il libro di Francesco Borgonovo : “Bibbiano : i fabbricanti di mostri”; Jacopo Alberti ne fu entusiasta e decise di presentare il volume, chiedendo e ottenendo l’Auditorium della Regione Toscana, nel corso di un Convegno dal titolo : “Dal Forteto a Bibbiano” (lasciando da parte Barbiana) che avrebbe dovuto tenersi il 9 dicembre 2019, alle ore 16, chiamando, come oratori, il Senatore della Lega Simone Pillon (che, in un primo momento, aveva aderito anche al Convegno di Bergamo) , Vicepresidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, l’autore del libro  Francesco Borgonovo e il Consigliere provinciale di Livorno Lorenzo Gasperini. Jacopo Alberti, sempre di squisita gentilezza, invitò il sottoscritto, insieme ad Ascanio Ruschi, a portare al Convegno fiorentino il saluto di “Controrivoluzione”  e della Comunione Tradizionale.
Quasi in contemporanea appaiono gli annunzi dei due Convegni e inizia il “martellamento” dei media : proibito parlare del Forteto, proibito parlare di Bibbiano e, soprattutto, proibito accostare questi due clamorosi e vergognosi scandali della Sinistra a Barbiana e al suo “guru”, il “prete rosso” don Lorenzo Milani, divenuto il simbolo e l’idolo della contestazione sessantottarda e del Comunismo in versione cinese… non c’è giornale, dalla “Nazione” al “Corriere della Sera”, da “Avvenire”  ai bollettini cattocomunisti, dal “Messaggero” a “Pax Christi” e  alle “Acli Bergamo” e via contando, che non si sia stracciato le vesti per l’accostamento, oltraggioso, vergognoso e reazionario di Barbiana, con “Il Forteto” e Bibbiano etc. etc….perfino il PD i cui membri, si sa, leggono giornalmente, insieme agli zibaldoni di Saviano e alle omelie di Eugenio Scalfari,  anche il “Galateo” di mons. Giovanni Della Casa, hanno voluto, civilmente, manifestare il loro dissenso da questi due Convegni  – pur così diversi e distinti(uno organizzato a Bergamo dai cattolici, l’altro organizzato, con argomenti e titolo diversi, dal Gruppo Consiliare della Lega  della Regione Toscana) – salutando uno degli oratori, il Senatore Simone Pillon, con queste parole: “Partito Democratico del Lazio : Vaffanculo Pillon (…) si terrà un incontro organizzato da gruppi vicini alla Lega – con l’intervento …di Pillon “…insomma un bijou… ma questo è nulla. Il fatto più paradossale è che al coro delle prefiche, in difesa di Barbiana – Bibbiano, per un Convegno che si è tenuto in Lombardia, si siano mossi il Presidente della Regione Toscana e l’arcivescovo di…Firenze (ovverosia Betori, quello che ha “donato” il terreno della Curia agli islamici per costruire la moschea a Sesto) il quale ha asfaltato il collega bergamasco entrando  a gamba tesa nei problemi della diocesi lombarda…tanto che il veterocomunista, Mario Lancisi, noto agit prop rosso, “pennarulo” per un noto quotidiano allineato al mondialismo massonico, una delle inconsolabili “vedove milaniane”, si è sentito in dovere di dare suggerimenti al pur sinistro vescovo di Bergamo, tirandogli le orecchie e mettendolo a confronto con quello fiorentino, più interventista e allineato al pensiero unico. Così scrive su facebook, lanciato, il Lancisi : 23 novembre 2019  “Oggi a Bergamo si tiene il famigerato convegno “Da Barbiana a Bibbiano”. Vergogna. C’è un vescovo a Bergamo? “….capito “compagnoski”? Possibile che a Bergamo non ci sia un Pastore – Imam come quello che abbiamo noi a Firenze che, a questi reazionari vergognosi, gliene canti quattro? Possibile che il pur “sinistro” vescovo di Bergamo, a differenza di Betori, in nome del leccaculismo imperante, non si uniformi, insieme a tutti gli altri sorci del sottosuolo cattocomunista, al pensiero unico del verbo massonico?
Insulti, articoli al fulmicotone, ingiurie, minacce “velate” , chiamata a raccolta di tutti gli agit trop….ecco l’azione di quelli che dicono di combattere “il linguaggio dell’odio” di Salvini e della Lega…E mentre i “figli della vedova”, all’interno delle Logge, preparano già “l’acqua tofana” per i nemici, i “nipotini di Stalin” si saldano con i “colleghi” dei centri sociali per abbattere quelli che loro, novelli tomisti, chiamanao “gli ultracattolici” : è una delizia vedere vecchi “massoini storici” parlare di difesa dell’ortodossia cattolica e nostalgici delle BR (Brigate Rosse assassine) e dei Gulag , ergersi a paladini dell’ortodossia e a “guardie svizzere” di Bergoglio e compagni.
Insomma, in difesa del “donmilanismo”, del Forteto, di Bergoglio e di Bibbiano – parafrasando una vecchia marcia papalina, ecco cantare virilmente da parte di questi figuri “La gioventù cattolica (cattocomunista n.p.c) in cammino / la sua forza è lo spirito divino/ esempio di sempre nuovo ardore / ed ogni cuore è pronto al suo destino / votato al sacrificio ed all’amore….Bianco Padre che da Roma / ci sei meta, luce e guida / in ciascun di noi confida / su noi tutti puoi contar!”
E così Eugenio Giani, quello che, pur non avendo un millesimo dello stile e del cervello di Bargellini, vuol fare l’uomo di cultura scimmiottando il “Sindaco dell’alluvione”, ha organizzato una nuova marcia – binando quella che i nostalgici del Sessantotto fanno ogni anno da Vicchio al Pantheon del donmilanismo – a Barbiana : trentadue sigle e ventun partecipanti. Una vera e propria saldatura tra Sinistra (PD ex PCI – Italia Viva – Rifondaroli etc), Chiesa (ex) Cattolica Massoneria , insomma tutti uniti al grido di “Giù le mani da don Milani”  come conferma l’articolo di Carlo Giorni del quotidiano travagliesco  “Il Fatto Quotidiano” del 10 novembre 2019 :
Il trenta novembre, infatti, a Bergamo si terrà un Convegno che ha per titolo : “Da Barbiana a Bibbiano” ed è organizzato da associazioni cattoliche filoleghiste e reazionarie, come quella del mugellano Pucci Cipriani , denominata “Tradizione – Famiglia – Proprietà” (Evidentemente i compagni del “Fatto Quotidiano” mi hanno sbagliato, mettendomi un fiore all’occhiello,  per il redivivo sudamericano Prof. Plinio Correa de Oliveira, fondatore della TFP , la grande organizzazione cattolica brasiliana n.p.c) secondo la quale sono i tre cardini del cattolicesimo sanfedista, che ama la Messa in latino e il vescovo scissionista Marcel Lefebvre e che vede don Milani, il prete rosso, come il fumo negli occhi. Cipriani ad esempio dirige la rivista “Controrivoluzione” (altro fiore all’occhiello n.p.c) organo ufficiale dell’ANTI 89 (riferimento alla Rivoluzione francese).
“Giù le mani da don Milani” è il grido di rabbia e di indignazione che accomuna sia il cardinale Giuseppe Betori che il  Presidente della Regione Enrico Rossi e i Sindaci del Mugello, dove si trova Barbiana…”
Che il sindaco della Regione Enrico Rossi e il cardinal Betori siano accomunati in un “unum sentire” politico – vedi ultime elezioni amministrative a Firenze – non ne dubitavamo. Del Presidente Enrico Rossi, divenuto ormai una “sorpassata macchieta veterocomunista”, non ce ne curiamo….vorremmo però, pur sommessamente, ricordare che tutti i gerarchi comunisti e della sinistra cattolica (cattocomunisti) e radicale sono passati attraverso il Forteto. Insomma  politici di sinistra, “intellettuali à la page”, pezzi dello Stato (anche Magistrati) hanno esaltato l’esperienza de “Il Forteto”, dello schifoso lager dei pedofili rossi dove si violentavano i bambini, dove si cercava di distruggere financo il ricordo della “famiglia”, dove si picchiavano e si torturavano i ragazzi, bisognosi invece di affetto e di cure, dove le “vittime” raccontano di torture inflitte come nei lager nazisti e nei GUlag comunisti. E a dirlo non siamo noi ma la Commissione d’Inchiesta Regionale sul “Forteto”, presieduta dal PD Paolo Bambagioni :
 
“Insomma dal Forteto passavano tutti : chi per far la spesa, chi per stringere mani in campagna elettorale …la politica, a più livelli e con gradi differenti di coinvolgimento è sempre stata legata anche fisicamente a doppio filo col Forteto…il Forteto (era il) totem di certo comunitarismo di sinistra…portabandiera di quell’area cattolica che si richiamava all’esperienza di don Milani: e questo con Barbiana proprio di rimpetto alla tenuta del Forteto.” 
(CRF – Commissione Regionale Forteto – pag.51)
 
E allora come si debbono leggere gli alti lai del Cardinal Betori nei nostri confronti quando nella sua Diocesi quando  ci sono alcune “cosine” che non vanno proprio bene? Gay pride, di preti e monache “cattolici” (sic), che parte dalla chiesa della Madonna della Tosse  e sfila fin sotto la Curia, con in prima fila  don Stinchi che, all’elevazione, invoca Maometto; eresie in seminario – in precedenza denunziate da molti seminaristi che ebbero l’ordine di “tacere” – da parte di professori apostati; i “matrimoni (si fa per dire!) pederastici” “celebrati” da don Mihelangelo Santoro, il prete di “Libera” don Andrea Bigalli che dopo aver definito “infame” Salvini , lancia il grido di guerra : “Napalm su Salvini” … quel Salvini, brutto e cattivo, che osa mostrare in pubblico i segni della fede come ha chiosato l’abate olivetano di San Miniato, che oltre ad esibirsi, con il proprio partner, in danze del ventre arcobaleno, definisce “sconcio” il leader della Lega :
E’ una sconcezza – guaisce l’abate arcobaleno Bernardo Gianni – irrispettosa verso la fede , la Chiesa, la costituzione (sic) utilizzare quei simboli  e la tradizione cattolica per dividere, è veramente sconcertante (…) si tende a smaltare di presunta religiosità un vuoto di ideali, di profezia, di senso della politica…”  
Tutta gente, questa, evidentemente in sintonia con il Cardinal Betori che, infatti, lascia perdere questo sudiciume e si scaglia contro i fautori bergamaschi (all’amico Filippo Bianchi, infaticabile e “indomabile”, organizzatore dell’evento…saranno fischiate più volte le orecchie” !) del Convegno che ha denunziato clamorosamente gli scandali del Forteto e di Bibbiano, andando a cercarne le “radici”.
Ammonisce Betori : “Rispetto è dovuto alla figura di don Milani (…) come ha detto a Barbiana Papa Francesco (…)non si può accettare che la sua figura sia strumentalizzata o peggio offesa, accostando l’esperienza di Barbiana a vicende neppure lontanamente accostabili…vicende inaccettabili come queste suscitano amarezza e dolore.”
Di grazia, allora secondo il Card. Betori , per il fatto che Bergoglio, dopo Veltroni e Bertinotti, sia andato a Barbiana a incensare il prete della contestazione, noi non potremmo mettere in evidenza le stesse radici di quella esperienza milaniana con il Forteto e Bibbiano? Noi abbiamo portato prove e argomentazioni….allora non potremmo neanche criticare la Curia di Firenze per il vergognoso silenzio sul “Forteto”, quando il Vicario locale del Vescovo, il parroco di Vicchio, don Giuliano Landini, quello che celebra in pantaloncini corti – sarà per il suo comportamento che, ora, è stato promosso a Capo dell’Istituto per il Sostentamento del Clero in una “opulenta” parrocchia fiorentina?- ha taciuto vergognosamente di fronte a quello scandalo  schifoso di pedofilia e di torture fatto venire alla luce dall’allora  consigliere comunale di Alleanza Nazionale Caterina Coralli? Un comportamento scandaloso e vergognoso ancor più indegno e vergognoso per  un “pastore”, per un prete cattolico, un comportamento stigmatizzato anche dall’On. Giovanni Donzelli e dal Presidente dell’Associazione vittime del “Forteto” Sergio Pietracito.  Un  silenzio “mafioso” (non riesco a trovare altro aggettivo) da parte del parroco indegno di Vicchio, che nascose in canonica il Sindaco comunista,inseguito dai giornalisti della RAI…Ebbene il card. Betori almeno un ammonimento (non dico un telegramma…ma sarebbe bastata una “cartolina” postale) poteva farlo al suo vicario foraneo…che non era certo “muto”, dimostrando il suo “scilinguagnolo” sciolto quando, invece di difendere il parroco di Ronta, reo di “tradizionalismo”, contestato e picchiato da un gruppo di cattocomunisti, ne intonò, solidale con la canaglia piazzaiola, il “De Profundis”.
Ricordo di essere sempre stato al fianco del mio vescovo nella difesa della Fede e ricordo, con affetto, la figura del grande Cardinale Ermenegildo Florit e del suo Vicario S.E. Mons. Giovanni Bianchi del quale ebbi il privilegio di goderne la stima e l’amicizia. E ricordo che quei due vescovi portarono, oltre alla croce pettorale, una ben più pesante croce sulle oro spalle : quella della contestazione sessantottarda dei preti “modernisti” ….e ricordo il processo popolare intentato da don Milani a Mons. Bianchi, di fronte ai ragazzi della così detta Scuola di Barbiana, e ricordo – ahimè – anche il processo popolare intentato, all’interno della Curia, dalla teppa isolottiana, nei confronti del Card. Florit…
Eppure – a proposito di libertà di critica – se non erro il cardinal Betori, tempo fa, ebbe a definire – con lo scandalo dei fedeli – il cardinal Florit “inadeguato”, esaltando, invece, la figura di don Milani il quale, a sua volta, definiva Florit: “deficiente, indemoniato”.
Stupisce il “comunicatone” di Betori contro il Convegno di Bergamo, stupisce il suo silenzio sul “Forteto”….anzi non stupisce il suo silenzio ma stupiscono le sue parole quando (in nome dell critica e della libertà di pensiero?) ai funerali del defunto Card. Piovanelli, nella sua omelia – tra lo stupore e l’angoscia dei presenti – citò tra “i grandi cattolici fiorentini” anche Giampaolo Meucci che, come ognun sa, era il Presidente del Tribunale dei Minori di Firenze che – dopo la condanna del Fiesoli da parte del Tibunale di Firenze, Magistrati inquirenti Casini e Chelazzi – continuo’ a mandare “carne fresca” ai pedofili del Forteto…lo stesso Giampaolo Meucci, amico, sodale e confidente di don Lorenzo Milani, al quale il prete rosso di Barbiana scrive:
“Caro Gianni,
tre minuti dopo la tua partenza ho esaminato attentamente il bagaglio di idoli che mi hai infranto..,.della CISL mi hai insinuato il sospetto di infiltrazione nell’area del dollaro…Dell’ACLI massa di manovra ecclesiatica . Di Fanfani conformismo. di La Pira paternalismo. dell’ACI (Azione Cattolica Italiana, che allora, con Gedda, era davvero cattolica npc ) merda, di Pio XII  merda, di De Gasperi, merda. Di “Adesso” (settimanale democristiano, n.p.c.) merda.
(Lettera di don Lorenzo Milani a Giampaolo Meucci da San Donato 21 – VI – 1952)
Forse per tutta questa “merda” (che, si dice, porti bene) il Card. Betori pensa sia meglio stendere un velo pietoso sul Forteto…e su Bibbiano?
Sarà per paura dei Tradizionalisti, dei “cattolici belva” (che a Firenze si ispirano, continuandone l’opera, a Papini, Giuliotti, Tito Casini, Neri Capponi etc) il fatto che il Card. Betori, furbescamente, onde evitare che si parli di queste cose, abbia dato la possibilità ai “falsi tradizionalisti” di creare una riserva indiana per chi si contenti di cappamagna, di pennacchi e trombette e di discorsi ferventi, fatti al chiuso, dopo di essersi accertati di essere “tra di noi”, oppure di notte; un Istituto che, “alla bisogna”, faccia anche da “Comunità di recupero” per i “malati di integralismo”, come i fedeli dei francescani dell’Immacolata o della Fraternità San Pio X…noi invece “parliamo dai tetti”, non siamo “papolatri”, e quindi non “controllabili”.   
E come stupirsi, poi, se il Sindaco di Vicchio, certo Carlà Campa, che sembra un personaggio uscito da un libro polveroso trovato in una Loggia Massonica ottocentesca,definisce il Convegno di Bergamo : “vergognoso e ignobile” ?
“Vergognoso e ignobile” a me, invece, pare l’atteggiamento del sindaco di Carlà che, una volta eletto, dopo la sentenza definitiva di condanna del Fiesoli e di tutti gli altri “mostri”, per lo scandalo infinito e tragico del Forteto, ha nominato assessore l’ex sindaco vicchiese Alessandro Bolognesi che conferì alla setta dei pedofili del Forteto l’Onorificenza del “Giotto d’Oro” “per aver saputo collegare e mantenere saldamente viva una straordinaria vocazione solidaristica” e per essere la stessa setta pedofila rossa : “sicuro punto di riferimento per famiglie e istituzioni dello Stato per l’attuazione di programmi di recupero ed integrazione…”
Capito? Carlà Campa osa definire il nostro Convegno, fatto di argomentazioni : “vergognoso e ignobile”. 
L’On Donzelli di FdI e il Consigliere regionale della Lega Jacopo Alberti chiesero le dimissioni del Sindaco di Vicchio per quest’azione davvero “vergognosa e ignobile”.
Ma il nostro sindaco marciatore Carà Campa è rimasto lì, al suo posto, con il sedere incollato alla seggiola….quando vi dico io che è inutile polemizzare con i nipotini di Stalin e con i figli della vedova non ho torto.
E il Convegno di Firenze del nove dicembre, che avrebbe dovuto tenersi nell’Auditorium della Regione Toscana già concesso dal Presidente del Consiglio Regionale Eugenio Giani, ora candidato PD a Governatore della Regione Toscana?
Giani – nipotino di Stalin o, più probabilmente, figlio della vedova? – ha detto NIET…quel Convegno non s’ha da fare, in quanto, a parer suo, si sarebbe parlato di don Milani (e i mostri sacri non si toccano!)….Insomma niente Convegno. L’Auditorium negato.
A nulla è valso, come già detto, che la conferenza di Firenze non avesse  a che vedere con Barbiana…ma il Convegno “Dal Forteto a Bibbiano” si è tenuto lo stesso il 9 dicembre alle ore 16,30 – salone pieno con oltre duecento persone – presso il Grand’Hotel “Mediterraneo” di Firenze, sul Lungarno del Tempio – dove, applauditissimi, presentati da Jacopo Alberti, dal sottoscritto e da Maurizio Filippini, hanno parlato il Senatore Simone Pillon, il Consigliere provinciale di Livorno Lorenzo Gasperini (la cui stupenda relazione verrà pubblicata sul prossimo numero di “Controrivoluzione” in uscita tra pochi giorni), il Giurista Ascanio Ruschi e il Vice Direttore de “La Verità” Francesco Borgonovo che, in maniera egregia ha presentato il suo splendido libro, scritto con Antonio Rossitto : “Bibbiano : i fabbricanti di mostri”  (Ed. La Verità – Panorama). Oltre sessanta copie vendute in pochi minuti!
Un successo che ha uguagliato quello del Convegno di Bergamo : un grazie ai due personaggi che hanno sostenuto il peso dell’organizzazione e non hanno mollato, di fronte ai latrati, agli abbaii, ai ricatti, alle nemmeno tanto nascoste minacce, di chi avrebbe voluto impedire lo svolgimento dei due convegni mettendoci il collare e la museruola : il Consigliere Comunale di Bergamo Filippo Bianchi e il Consigliere regionale di Firenze Jacopo Alberti.
E’ sempre noioso – per chi legge, oltre che per chi scrive – parlare di noi stessi ma “quando ce va ce vole” : ero incerto se farmi sostituire a Bergamo o se inviare una mia relazione – avevo subito due interventi al cuore il 15 novembre – e medici, nipoti e amici, mi pregavano di “stare riguardato”…il trenta novembre, con le ferite ancora aperte, sono andato a Bergamo: la soddisfazione per la grande riuscita del Convegno, la signorile e cameratesca ospitalità di Filippo Bianchi, il rivedere vecchi e cari amici : Riccardo Bevilacqua e Luigi Cortesi, la conoscenza di due eroi veri che si battono per la vita e che mi hanno onorato con la loro amicizia: Giorgio Celsi e la Principessa Gonzaga…e tanti altri…gli applausi, i molti nominativi che hanno richiesto gli “aggiornamenti” di “Soldati del Re”, il grande pubblico e, soprattutto, la S. Messa cattolica in rito romano antico, la Messa di sempre e di tutti, a Seregno, la mattina del 10 dicembre, celebrata dal Superiore Generale della Fraternitò Sacerdotale San Pio X don David Pagliarani, che io ricordo, ragazzo, servire la S. Messa nel Priorato di Rimini, sono stati la migliore medicina…la guarigione è stata pronta e perfetta.
E ringrazio il Signore che ha mantenuto in me la Fede cattolica e l’entusiasmo per il combattimento in difesa della Verità. Viva Cristo Re! Viva Maria!
Pucci Cipriani
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