Tratto da: sessantottodellachiesa

«Perché l’Europa fatica a dimostrare solidarietà?», domanda Dietnilde Gruber durante la trasmissione “Otto e Mezzo” del 26 marzo scorso, ed il vescovo di Bergamo Mons. Francesco Beschi risponde: «…Quanto all’interrogativo, le rispondo che il male viene da lontano. Non si arriva allenati a pensare in questi termini. Abbiamo assistito in questi anni all’innalzamento di muri, ad una crescita della diffidenza, a nazionalismi e sovranismi: tutto ciò ha creato distanze che in questo momento pesano tantissimo. Dobbiamo pensare di più in maniera solidaristica». Insomma i muri, che però ultimamente sono stati tutti sostituiti con i ponti, sarebbero i responsabili del comportamento dell’Unione Europea (l’Europa è altra cosa) e non il fatto che tale fallimentare istituzione si sia ancora una volta dimostrata per quell’insieme di egoismi che è. Il Vescovo di Bergamo anche questa volta ha voluto cogliere l’occasione per fare propaganda a quelle posizioni dogmaticamente europeiste e mondialiste, della nuova Sinistra, la quale, come evidenziato da Edgar Morin, assieme alla fallimentare dittatura comunista vorrebbe anche liquidare l’idea di Stato sovrano e di ogni forma di suprema autorità sociale. Secondo il Vescovo di Bergamo i concetti di Sovranità e di Patria, chiamati “sovranismo” e “nazionalismo” sarebbero dunque evidentemente concetti negativi, come pure il concetto di “muro”, interpretato negativamente come mezzo di esclusione, piuttosto che come legittimo mezzo di difesa di un popolo e di una civiltà, benché anche lo stesso Benedetto XVI abbia recentemente decantato la funzione delle mura, sostenendo che «la Chiesa ha mura. Il muro da una parte indica verso l’interno, ha la funzione di proteggere, raccoglierci e condurci l’uno verso l’altro». Purtroppo dietro le false buone intenzioni di costruire ponti ed abbattere muri si cela invece un progetto criminale che vuole distruggere la nostra civiltà e reinventare una società in mano al caos e contraria ad ogni autorità, sia divina che umana, «il progetto della nuova Sinistra post-moderna non consiste nel trasferire la sovranità degli Stati nazionali a un nuovo Stato federale, europeo e mondiale che sia; consiste piuttosto nel dissolvere l’idea stessa di sovranità creando non tanto un “super-Stato”, quanto un “non-Stato”: la “Repubblica universale” non sarà centralizzata, ma caotica benché organizzata» [La sovranità necessaria, Riflessione sulla crisi dello Stato moderno, Roberto De Mattei, Poligrafica Laziale Frascati, 2019]. L’Unione Europea costituisce proprio una tappa di quel percorso ideologico che vuole sostituire gli Stati nazionali e, come tutte le ideologie, è destinato a fallire, sta fallendo proprio come quel mito della globalizzazione che ci è stato propinato incessantemente negli ultimi decenni. La Brexit è il segno evidente di una Unione sempre meno europea e sempre più a trazione tedesca, rappresenta la prima tappa dell’obbligato processo di restaurazione dell’ordine e di sgretolamento delle infrastrutture europee, che rispondono ad interessi economici e ad ideologie in contrasto con l’interesse e con l’identità dei popoli e degli Stati europei.

Nella Diocesi di Bergamo è addirittura presente la manifestazione “Molte fedi costruttori di ponti” delle Acli provinciali di Bergamo, ma finanziata e patrocinata da varie realtà pubbliche e private della zona, come il quotidiano della Diocesi di Bergamo “Eco di Bergamo”, il Comune di Bergamo, la multinazionale Brembo ecc. Tale manifestazione ha recentemente premiato nell’Auditorium Giovanni XXIII di Bergamo Romano Prodi, colui che ha svenduto il nostro Paese all’Unione Europea, con il premio “Molte fedi costruttori di ponti”. Durante la moltitudine di incontri raccolti sotto questa insegna, molti dei quali hanno luogo nella profanata basilica di Santa Maria Maggiore ed in varie parrocchie, sono presenti famosi relatori che predicano il multiculturalismo, il multicultualismo e l’immigrazionismo, tutti personaggi di sinistra, come il politico Cacciari, il giornalista e politico Gad Lerner e sacerdoti eretici come Alex Zanotelli o Enzo Bianchi. Tutto questo sembra essere il braccio armato dell’apparato bergamasco che ruota attorno alla Caritas e che vive di immigrazione con i fondi statali, infatti la Diocesi di Bergamo pare essere purtroppo quella che più di tutte in Italia intercetta tali fondi, sono migliaia le persone che nella Bergamasca vivono sull’immigrazione, direttamente o indirettamente. Per questo si spiega tale spregiudicato appoggio alla Sinistra immigrazionista da parte della gerarchia ecclesiatica bergamasca con tutti i suoi gangli, che spaziano dalle parrocchie all’editoria, dalla stampa alla televisione e che non esitano a mettere sul pubblico patibolo i sacerdoti che non si allineano, in modo da scoraggiare tutti gli altri dal “trasgredire”, come abbiamo potuto purtroppo recentemente constatare con il linciaggio di don Mocchi e di don Redondi sul settimanale diocesano online Santalessandro.org, colpevoli di essersi fatti fotografare con il Segretario federale della Lega, il partito più rappresentativo del Paese che difende le nostre radici cristiane, mentre veniva consegnato un crocifisso per la nuova sede del partito di Sedrina. Nessuno ha però avuto niente da eccepire quando Francesco si è fatto fotografare mentre teneva tra le mani una falce e martello sulla quale, blasfemamente, c’era il Cristo, oppure quando si è fatto immortalare con il leader comunista brasiliano Luiz Inácio da Silva, detto “Lula”, il quale ha anche dichiarato «ho un profondo rispetto per il Papa. Sono felice che abbiamo un Papa così progressista. Lui è tutto ciò che noi desideriamo da un pontefice. La pensa come noi».Lula ècolui che vuole «trasformare il Brasile in una seconda Cuba», come da egli stesso dichiarato, ed è stato condannato per corruzione in tutte le tre istanze della Giustizia brasiliana, fino alla Cassazione, fondatore, e per lunghi anni Segretario generale, del Partito dei Lavoratori (PT) brasiliano, un partito di stampo marxista, appoggiato dalla sinistra comunista, compresi Pci e Rifondazione. Fidel Castro apprezzava talmente Lula che gli dedicò un libro – “Lula: Reflexiones del Comandante en Jefe” (Havana, 2008) – in cui lo chiamava capo della rivoluzione in America latina. A sua volta, Lula riteneva Fidel Castro “il più grande latinoamericano”.

A dimostrazione della brutta piega multireligiosa, e quindi anticattolica, presa dalla Diocesi di Bergamo, dispiace citare alcuni emblematici fatti a titolo esemplificativo. In occasione della S. Pasqua del 2018 il vescovo Francesco Beschi è stato autore della prefazione dell’opuscolo delle Acli di Bergamo, che quindi ha ottenuto il placet della sede vescovile, tale opuscolo raccoglieva varie preghiere, da quella musulmana a quella sikh, ma escludeva Gesù Cristo. Quest’anno invece gli esercizi spirituali in alcune parrocchie di Bergamo sono  addirittura stati direttamete affidati ad una famosa pastora protestante di “Molte fedi”, per «liberarci dal moralismo e dall’ascesi e per liberare l’energia della nostra sessualità». A cosa avremmo dovuto ancora assistere il prossimo anno?

Il Vescovo di Bergamo aveva già dato prova di essere esplicitamente schierato dalla parte della nuova Sinistra post-moderna anche in occasione delle ultime elezioni amministrative ed europee del 2019, era proprio domenica 26 maggio, giorno delle votazioni, quando durante le omelie delle messe festive nelle chiese della Diocesi, soprattutto in città, i sacerdoti esortavano a non votare i partiti “nazionalisti che ergono muri invece di ponti” oppure “secondo le indicazioni di Francesco”, come indicato nella circolare diocesana del Vescovo rivolta a tutti i parroci della Diocesi di Bergamo, tra lo sdegno e l’indignazione covata nell’intimo della gran parte dei bergamaschi, cattolici e non.

Pochi giorni prima delle elezioni del maggio 2019, sempre il Vescovo di Bergamo aveva sentito anche la necessità di presenziare ad una veglia di preghiera “contro l’omofobia e la transfobia” in una chiesa di Bergamo assieme alla comunità valdese e agli attivisti “lgbt”, praticamnte apponendo il proprio timbro sulla carnevalata che si sarebbe svolta due giorni dopo, il 18 maggio 2019, denominata “Bergamo Pride”. Durante tale “veglia di preghiera” il Vescovo ha sostenuto che “bisogna incarnare il Vangelo” in pratica benedicendo le pratiche sessuali e le rivendicazioni sociali pubblicizzate dalla lobby “lgbt”, contrarie al Catechismo della Chiesa Cattolica. Le rivendicazioni politiche del “Bergamo Pride”, come esplicitato nel proprio documento politico, sono l’implementazione dell’aborto, la pretesa che la famiglia non sia solo quella naturale (contrariamente a quanto previsto dalla Costituzione italiana, dal Catechismo, dalla Bibbia e dal diritto naturale), la bocciatura del disegno di legge 735 della Lega, insomma una chiara manifestazione politica contro il Centodestra pochi giorni prima delle elezioni, durante la quale non sono mancate neppure bandiere di partiti politici di sinistra, tra le quali quelle dei Radicali. Tale manifestazione arcobaleno ha anche beneficiato del patrocinio del Comune di Bergamo, nell’omertoso e assordante silenzio della stampa locale e della classe politica in campagna elettorale.

Nel 2019 Mons. Beschi si è anche voluto schierare, suscitando l’indiganzione di molti bergamaschi e di molti cattolici devoti alla Madonna di tutto il Paese e di tutto il mondo, contro il riconoscimento delle apparizioni della veggente Adelaide Roncalli che nel 1944 ebbe l’onore ed il grave onere di assistere alle apparizioni della Beata Vergine Maria con il bambino e San Giuseppe a Bonate, in provincia di Bergamo. Da allora la Madonna della Famiglia è venerata da migliaia di fedeli che giungono da ogni dove e che il giorno 12 di ogni mese si radunano per arrivare alla Cappella delle Ghiaie di Bonate in processione. In molti devoti alla Madonna delle Ghiaie sono assolutamente convinti che il categorico mancato riconoscimento delle apparizioni non abbia certamente attirato grazie dal Cielo, ma tutt’altro.

Nel 2019 inoltre l’organismo pastorale della CEI che si occupa di missioni e che si chiama “Missio”, presieduto dal vesvovo di Bergamo Mons. Francesco Beschi, è anche intervenuto da protagonista nel discusso Sinodo per l’Amazzonia, Sinodo famoso, tra le varie eresie e ideologie che ne costituivano le fondamenta, per aver introdotto l’idolatria di idoli pagani e demoni come la Pachamama nelle chiese cattoliche.

Come fa notare don Alfredo Morselli, è molto curioso che proprio quando la Chiesa è stata tradita e svenduta al regime comunista cinese, sia giunto il virus proprio dalla Cina, come è curioso che proprio adesso che la natura è stata glorificata con il Sinodo Panamazzonico, fino a diventare “un luogo teologico”, si stia brutalmente scatenando con tutta la sua forza attraverso una pandemia globale che sta mettendo in ginocchio i sistemi sanitari ed economici degli Stati moderni.

I tempi sembrano essere maturi, soprattutto in questa cattolica, disgraziata e silente Bergamo, che ci fa tristemente toccare con mano l’apostasia ogni giorno anche nella dimensione locale. Come ci insegna il Catechismo della Chiesa Cattolica: «Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti. La persecuzione che accompagna il suo pellegrinaggio sulla terra svelerà il “mistero di iniquità” sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell’apostasia dalla verità. La massima impostura religiosa è quella dell’Anti-Cristo, cioè di uno pseudo-messianismo in cui l’uomo glorifica se stesso al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne».

Amodio Filippetti, 30 marzo 2020