Chi, come il sottoscritto, abbia visto in televisione, ultimamente, Silvio Berlusconi, avrà certamente avuto in un primo tempo un moto di rabbia (quando, ad esempio, il Cavaliere a fianco di Salvini dopo le consultazioni da Mattarella faceva la controscena elencando con le dita i punti del programma) poi di pena profonda quando, ormai sconquassato, con l’aspetto di un malato terminale o di una mummia in libera uscita dal suo sarcofago si presentava, e si presenta tuttavia, agli elettori annunziando la sua “discesa in campo” per “salvare il paese”….

E’ la patetica fine delle persone che non sanno ritirarsi in tempo, con dignità, dal palcoscenico della politica che hanno calcato, nel bene e nel male, sempre da protagonisti, per tanti, tanti anni.

Ricordo nel1993 l’entusiasmo per la “discesa in campo” del Cavaliere di Arcore quando ormai le “sinistre” erano già pronte per andare al potere e circolavano le liste dei ministri per il “Soviet Italia” : come Ministro della Giustizia si faceva il nome del Magistrato Borrelli e come Ministro dell’Interno quello di Giorgio Napolitano, lo stesso personaggio che brindò, al tempo della rivolta ungherese, ai carrarmati sovietici che, sotto i cingoli, schiacciarono, oltre a migliaia di giovani studenti e lavoratori, ogni anelito di libertà del popolo magiaro. Ministro di Polizia, insomma, quello stesso Napolitano che di fronte ai Gulag sovietici e di fronte ad Alexander Solzenitzin, quello che sarà il più grande scrittore del XX Secolo e il più grande testimone della tragedia russa durante il Comunismo, ebbe il coraggio di affermare che il “dissidente russo”, il “profeta del XX Secolo”, con i suoi scritti… pensava al conto nella banca svizzera.

Sì, il cambiamento, dopo la scomparsa dei partiti tradizionali, non sarebbe stato indolore… l’Italia nata nel sangue di due feroci guerre civili, il risorgimento e la resistenza, avrebbe avuto ancora una “coda”, con la ferocia non sopita del vecchio partito comunista italiano che avrebbe fatto le sue vendette.

Arrivò Berlusconi — se lo abbia fatto per salvare le sue televisioni o meno non importa — gli (ci) andò bene, ma poteva andargli anche male, ebbe coraggio… tentò e spazzò via, con il consenso entusiastico degli italiani, che hanno sempre votato anticomunista, la “gioiosa macchina da guerra” (ricordate?) di Achille Occhetto. Poi tra una vittoria e l’altra, in alternanza, ha tenuto per anni la “sinistra sulla corda” e ha tolto ai vari tigrotti rossi — pronti, nei loro discorsi, a “riprendere in mano il fucile” e “a tornare in montagna”, dimenticando i dolori artritici e quelli prostatici — unghie, canini e vibrisse, rendendoli inoffensivi. Il tempo è galantuomo e gli anni pesano per tutti, compresi i detentori della “gioiosa macchina da guerra”.

Il Cavalier Silvio Berlusconi nel 2008, arrivò a prendere oltre il quaranta per cento e, con quella legge elettorale, una maggioranza bulgara nei due rami del Parlamento. Poteva cambiare davvero l’Italia (ricordiamoci che nelle mani del Cavaliere erano anche le sue tre reti televisive e un allora ben avviato quotidiano: “Il Giornale”), ma l’uomo di Arcore aveva imbarcato, sulla sua filibusta, oves et boves et universa pecora, ovvero i rimasugli di quel che restava della democrazia cristiana, una mandria di portaborse famelici, assetati di posti, i “missini” che, con Fini e i suoi colonnelli, rinnegarono oltre trent’anni di onorevole opposizione e di riconosciuta onestà, distrussero un partito in piena salute, per mettersi anche loro, con i socialisti e gli altri “laici”, alla greppia, a mangiare e ad arraffare a quattro palmenti… e in questo — duole dirlo — gli ex “balilla di Gianfranco Fini” riuscirono a battere tutti.

La Lega era soltanto una piccola forza locale federalista, ma aveva, già allora, una sua “grinta” e non era del tutto assimilabile agli altri e si deve a quel Movimento se alcuni “intellettuali”, per la prima volta, affrontarono temi, fino allora proibiti, come “L’Antirisorgimento” e la “Malaunità”.

Berlusconi, un piduista anomalo, un personaggio che, nonostante il suo approccio al “liberismo selvaggio”, amava ricordare anche i suoi trascorsi di ex allievo salesiano, allora non era ben visto (tanto per usare un eufemismo) dall’establishment… veniva considerato “un corpo estraneo”, insomma, un “parvenu” della società e della politica che aveva osato contrastare l’egemonia della Sinistra… il personaggio, privo di remore morali, era però abbastanza intelligente per capire che la maggior parte dei voti dei milioni di suoi elettori veniva dalla base cattolica, quella base che allora, nonostante la “scristianizzazione” fatta dalla DC, si riconosceva nella Dottrina sociale della Chiesa e nella difesa dei “principi non negoziabili” portati vanti da Giovanni Paolo II e, poi, da Benedetto XVI. Durante il suo mandato Berlusconi non fece leggi “di morte” e si tenne alla larga dai così detti “diritti civili” che poi sarebbero le aberrazioni che Renzi e Company porteranno avanti : matrimoni pederastici e pre-eutanasia (“i nostri pensionati campano troppo a lungo” proclamò il Ministro dell’economia, il PD Padoan), utero in affitto con conseguente compravendita di bambini, teoria gender nelle scuole, con il quale si concede ai bambini, fin dall’asilo, di scegliere il loro stato nella gamma LGTB (Lesbica – Gay – Trans – Bisex).

Ma il Cavaliere “Arcoreo” oltre ad avere una non nascosta passione per le “puttane” (nell’alcova, nel partito e nel Parlamento) che si avvicendavano nei festini a cui partecipavano, a vario titolo, i tanti “proci” del partito e di Mediaset, teneva anche famiglia, anzi, famiglie… per cui i consiglieri di quelle sue faraoniche aziende che, un tempo, lo avevano convinto a “scendere in campo”, lo convinceranno, poi a togliere l’incomodo e a mettere, al suo posto, l’uomo degli strozzini e dei cravattari bancari, Mario Monti… per “salvare” — more solito — Mediaset.

E così, bon gré – mal gré, il Cavaliere si fa complice di quello che fu definito il “Colpo di Stato” ordito da Napolitano contro l’esecutivo di cdx… in altre parole il Cavalier Berlusconi si strangola con le proprie mani, politicamente, dando il via libera al governo della “macellazione sociale” eterodiretto dal Mondialismo Massonico Internazionale, il governo più disastroso che mai l’Italia abbia avuto… ma, nello stesso momento, Berlusconi salva le sue aziende che erano nell’occhio del ciclone…

Certo, di attenuanti per non fare tutte quelle riforme che aveva promesso, Silvio Berlusconi ne aveva, a cominciare dal tradimento di Fini e di Casini. Il male è che non fece assolutamente nulla… anzi quello che fece lo fece nel senso inverso… a cominciare dalle nomine dei suoi collaboratori e “portavoce”. Di fronte a tante persone oneste e preparate, a tanti che credevano in una società più giusta e a misura d’uomo, si circondò di nani, ballerine, saltimbanchi, “donnine allegre”, lecchini, lestofanti, personaggi clowneschi (e il povero Sandro Bondi— che almeno ci fece ridere — non fu il solo)…

Fede, Denis Verdini, la Carfagna, la Prestigiacomo, la Brambilla… inoltre le sue televisioni contribuirono e contribuiscono oggi, in maniera incredibile, alla scristrianizzazione del Paese con programmi scandalosi che portano avanti l’ideolgia “radicale”… al TG4 Cecchi Paone, precedentemente “trombato” nelle liste di Forza Italia, ci fece rimpiangere perfino i “siparietti” di Emilio Fede.

Dopo la caduta del Governo Monti, praticamente tutto il potere politico di Forza Italia cadde nelle mani di Denis Verdini che, anche in precedenza, aveva fatto il bello e il cattivo tempo in FI, iniziando una “guerra personale” contro le “preferenze” — l’ex sensale di carne macellata, non sarebbe mai diventato nemmeno consigliere comunale di Roccacannuccia se la sua elezione fosse dipesa dai voti popolari — e nominando, chiuso in una stanza a Firenze, con i boss della sua “banda”, mezzo Parlamento con il “placet” berlusconiano…

Denis Verdini poi, nella sua Firenze, come del resto in tutta Italia, ormai divenuto il “Ducetto” a cui tutti nel cdx baciavano i piedi… e non soltanto i piedi, presentandosi dinnanzi a lui proni, a quattro zampe (“mamma d’agnello”), per prendere ordini dal “Capo” .

Matteo Renzi fu una “creatura” verdiniana (sembra che Denis e il padre del Bomba, Tiziano, si siano conosciuti in una Loggia massonica da entrambi frequentata) e fu lo stesso Verdini — che non appoggiò il candidato del cdx, l’onesto e combattivo Giovanni Galli — a volere “Matteo” come sindaco di Firenze.

Nel frattempo il cervello di Berlusconi sembra andare ancor più “in pappa” per il gentil sesso e — come spesso accade quando le persone anziane “imporchiscono” — dà il peggio di sé con feste, festini, “Orgette” e “Olgettine”, escort vestite da “infermiere”, e personaggi infrequentabili, compresa la “nipotina” (minorenne) di Mubarak; “e che ci volete fare, Berlusconi è così… a lui piacciono le donne” ripetevano i suoi immarcescibili sostenitori che rimasero assai male quando, su suggerimento della sua concubina Francesca Pascale, il Cavaliere “arcoreo” fece la sua “inversione” omosex invitando a cena Luxuria e facendosi immortalare in una foto che rimarrà alla storia: a destra il/la Luxuria, a sinistra la signorina Pascale e, in mezzo Dudù il barboncino che, ci hanno fatto sapere, anche lui ha o aveva “tendenze gay”.

E il “Porco di Arcore” ebbe allora la sfacciataggine di fare le sue “comparsate” in TV proclamandosi a favore dei matrimoni pederastici (unioni civili)… e lì cominciò la deriva “radicale”, con la signorina Pascale che, messo il guinzaglio, contemporaneamente a Dudù e al Cavaliere, ordinò le prime “epurazioni” al “Il Giornale”. Fu cacciato — era troppo di destra e, oltre tutto, troppo attaccato alla Tradizione — il più bravo e famoso giornalista che aveva dato fama e lustro al quotidiano fondato da Indro Montanelli: Marcello Veneziani… seguiranno poi Lorenzetto, Michele Brambilla e molti altri. Lo stesso avverrà a “Libero” che il deputato forzista Angelucci metterà nelle mani di Denis Verdini — almeno fino a quando rimarrà “a piede libero” — da dove sarà costretto a emigrare il Direttore Maurizio Belpietro, Giancarlo Perna e tanti altri… mentre dalle televisioni Mediaset verranno cacciati Del Debbio, Mario Giordano e lo stesso Belpietro, il fior fiore del giornalismo (pulito) italiano, perché “le loro trasmissioni hanno portato voti… alla Lega”.

Insomma vediamo l’uomo di Arcore che, messosi in trono, come un qualsiasi tirannello rinascimentale, tratta i partiti alleati — Lega e FdI che non arrivavano a una percentuale a due cifre — allo stesso modo con il quale la Pascale trattava lui e Dudù. Mentre Verdini, dopo il fallimento del “Patto del Nazareno” che, sia pure in fieri, fece perdere a Berlusconi sia i voti che la faccia, era stato mandato “in avanscoperta”, per sommare i suoi voti a quelli del PD, per non far cadere il Governo di Renzi, insieme ad altri personaggi tra cui l’ormai dimenticato Ministro dell’invasione islamica Angiolino Alfano e il famelico Maurizio Lupi, quello dei Rolex, detto anche “Vinavil” per il suo attaccamento alla seggiola…

Nel frattempo la Lega e Fratelli d’Italia — ch’ erano stati, come abbiam detto, eroicamente, all’opposizione nel Governo Monti — facevano la loro battaglia ma venivano sempre “bacchettati” dal Cavaliere di Arcore che comunque, con incredibile e costante emorragia, continuava a perder voti. Il Bomba, invece, è sicuro di vincere il referendum con il quale avrebbe abolito il Senato e quindi ci avrebbe risparmiato anche la fatica di andare ad eleggere i rappresentanti del popolo; a nominarli ci avrebbero pensato il Berlusca che ancora non era del tutto rincoglionito o in stato precoma come adesso e, siccome non era scemo, guardava i sondaggi e capiva che la gente lo avrebbe mandato a casa se solo avesse proclamato ufficialmente l’alleanza con il Pinocchietto di Rignano. Non se la sentì di prendere posizione ufficiale a favore del referendum renziano e fece, con il maldipancia, la campagna per il no… ma sperando, in cuor suo, che Renzi stravincesse per poter fare, poi, questo benedetto “matrimonio”.

Il Cavaliere aveva tirato fuori dal cilindro, oltre a diversi conigli, anche strani personaggi come, ad esempio, Parisi, che, messo in contrapposizione a Sala per la carica di sindaco, riuscì a farci perdere Milano… non contento poi, di averci fatto perdere Milano, lo stesso Cavaliere, che evidentemente si era accordato con Renzi per non fargli perdere la faccia, volle candidare Parisi, contro il parere di tutti, alla Presidenza della Regione Lazio e anche quella fu persa. Come volevasi dimostrare.

Poi il gioco divenne ancora più sporco con l’elezione di Tajani alla Presidenza del Parlamento Europeo : prove non ce ne sono, ma non appare neanche immaginabile che nell’UE — dove nessuno è eletto dal popolo, ma dove vengono “nominati” i “catapultati” dai “poteri forti” — Tajani sia stato prescelto per qualche suo “merito”: la sua elezione probabilmente fu “concordata” tra il Sinedrio Europeo e lo stesso Berlusconi, tanto che, dopo la sua “conversione” al mondialismo massonico dell’Europa, il Cav. Silvio Berlusconi (il “parvenu”, la “scheggia impazzita” di una volta…) è stato completamente e pubblicamente sdoganato da “noto club europeo dei Poteri Forti”, a cominciare dal “guru di Repubblica”, il logorroico Eugenio Scalfari con tutto il suo stormo di cornacchie… Tajani, ovvero il Signor “Nessuno”, il Nulla in assoluto, venne presentato come il “nuovo” e la cosa finì per far del male allo stesso pupillo berlusconiano, Antonio Coccobello, che ci credette davvero e, forse, poveretto, ci crede ancora…

E siamo alla vigilia delle elezioni di marzo: Berlusconi propone, in caso di vittoria, Tajani come Presidente del Consiglio… e intanto pontifica su un centrodestrra che, secondo lui e pochi intimi, avrebbe avuto la sua legittimità dalla garanzia di “democracità” e di “fedeltà” alla UE del mondialismo massonico, data dalla presenza di Antonio Coccobello, il Presidente del Sinedrio UE.

Salvini e la Meloni ebbero — sempre secondo il modesto parere del sottoscritto — il torto di accettare l’alleanza con il Cavaliere di Arcore che, nel frattempo, cercava di intorbidire le acque e metteva ostacoli sul cammino di Salvini… non furono un caso le dimissioni di Maroni, che era stato additato dai vertici di FI come un probabile nome da mettere nella rosa dei papabili alla Presidenza del Consiglio, da Presidente della Regione Lombardia… come non fu un caso l’intimazione a Salvini di mettere Bossi nelle liste… altrimenti avrebbe trovato “asilo politico” in Forza Italia…

E durante la campagna elettorale si vide bene come Bossi e Maroni fossero eterodiretti dalla “Postazione arcoreiana” contro Salvini per minarne la credibilità e la simpatia che trovava presso il popolo. Chi non ricorda le dichiarazioni perfide di Maroni che disse che lui, in Francia, avrebbe votato per Macron , e quelle sgangherate di Bossi, che pensava di essere il Bossi degli anni Ottanta, e che era invece, allora come oggi, semplicemente patetico. Salvini lasciava correre e, non curandosi delle beghe più di cortile che di Corte, portava avanti una politica coraggiosa: andare in Europa da uomini liberi senza il cappello in mano, dire “basta” agli sbarchi di clandestini e all’invasione islamica voluta dal mondialismo massonico che si serviva — e cerca tuttavia di servirsi — dei banditi prezzolati della mafia delle ONG, più sicurezza e legge sulla legittima difesa… che deve sempre essere “legittima”, difesa dei valori non negoziabili…

Verdini — che, ora, dopo la solenne trombatura elettorale e dopo le condanne cumulative a 11 anni di carcere, non sappiamo se sia ancora a piede libero o nelle patrie galere — fu il traditore, che permise l’approvazione della legge sui matrimoni pederastici, in questo seguito dai suoi parlamentari (ALA) “finti transfughi” e da quelli di Forza Italia che, in maggioranza, o disertarono la seduta o votarono, insieme alle sinistre. Lo stesso per il “testamento biologico” la pre-eutanasia…

Anche la Meloni, come Salvini, tenne dritta la barra sui “valori eticamente sensibili” e, anche sull’invasione islamica e sulla sicurezza, parlò lo stesso linguaggio del leader leghista che alle continue provocazioni forzitaliote, in campagna elettorale, rispondeva seccamente: “Sarà leader chi avrà un voto in più”… mentre Forza Italia, nel suo blaterare, assicurava che l’Europa e i mercati (il Mercato, questa immonda creatura a cui gli eurocrati vorrebbero dare vita e perfino un’anima: “Ora Mercati respirano” oppure “I Mercati soffrono”…) sarebbero stati garantiti dalla presenza del Cavaliere e di Tajani… che il centrodestra avrebbe dovuto abbandonare le idee “populiste” e “sovraniste” di Lega e FdI e diventare una forza “moderata”, “liberale”, “europeista”, “antipopulista”… insomma l’opposto di quello che chiedevano gli elettori che infatti premieranno la Lega a discapito di Forza Italia che fece come i Pifferi di Montagna : “Andati per suonare… furono suonati”.

Il resto, cari amici lettori, è cronaca : il Governo fatto con il M5S (altrimenti non saremmo tornati al voto ma al Governo sarebbero andati i tecnici eurocrati alla Monti… era già in panchina il menagramo Cottarelli) e — dopo mille inciampi, dopo l’ostracismo nei confronti di un personaggio come Savona, dopo le “bizze” mattarelliane, dopo le minacce dell’Europa che aveva la spudoratezza, abituata con le sinistre, di metter bocca pesantemente sulle nostre questioni interne, nonostante il fuoco “amico”, tremendo, delle truppe in rotta di quello che rimaneva Forza Italia ai cui esponenti non è rimasto altro che la rabbia e la bile… per la vittoria leghista (meritatissima) — Salvini riuscirà a siglare un patto con il M5S e a formare un Governo.

In settanta giorni di Governo — nonostante abbia, praticamente TUTTI contro: da Forza Italia, alla Massoneria; dalle banche alle Sinistre; dalle lobby gay bergogliana capeggiata da Bassetti, Ricca, Paglia e Galantino fino ai centri sociali; dall’EU e l’ONU ai banditi delle ONG; dai sindacati alle macerie delle (ex) associazioni cattoliche; dalla Magistratura ai rottami democristiani — Salvini è riuscito a fare quello che, mai, nessuno, era riuscito a fare: ha fermato, come aveva promesso, con estremo coraggio, senza tante chiacchiere, con determinazione e fermezza, l’invasione extracomunitaria che — secondo le intenzioni di Soros e compagni — avrebbe dovuto effettuare quella “sostituzione etnica” per creare nuovi schiavi…

I Cinque Stelle stanno mantenendo il patto stipulato con la Lega e, almeno, siamo sicuri — dopo le ferme dichiarazioni del Ministro della Famiglia Fontana — che, almeno per il momento, verranno fermate le pazzie contronatura del “gender” e verrà bloccata la deriva eutanasiaca, mentre verrà effettuata una politica per la famiglia. Anche il reddito di cittadinanza, se coniugato con una saggia politica di abbassamento delle tasse, sarà un forte incentivo per la “ripresa” di quelle famiglie e di quei tanti giovani disoccupati non per colpa loro e che le sinistre e i forzitalioti chiamano, spregiativamente, “fannulloni”.

Salvini che, instancabilmente gira per lungo e per largo l’Italia, avrà certo notato l’entusiasmo per la sua politica di fermezza… del resto i sondaggi che portano la Lega ad essere il primo partito con oltre il trenta per cento dei voti stanno a dimostrazione di quanto detto. Nella (ex) rossa Toscana — grazie al traino del Carroccio — sono state espugnate, negli ultimi turni elettorali alcune città, molte delle quali roccaforti storiche della sinistra come Massa, Pisa, Pistoia, Siena, Grosseto… la Regione Toscana, con il vento in poppa della Lega, l’entusiasmo dei suoi sostenitori… dovrebbe avere le ore contate… visto che non c’è più Verdini con i suoi lacchè a “fare le liste” per far perdere il centrodestra.

Le previsione sono buone. Ma, attenzione, ci siamo accorti che la Lega (e anche FdI) sono cosa ben diversa da Forza Italia? I primi si richiamano a una loro storia, non rifiutano la politica di fermezza, l’etichetta di “destra”, mentre rifiutano il servilismo nei confronti dell’Europa… Forza Italia è un partito filoeuropeo, prono di fronte alla Signora Merkel (quella che, un tempo, Berlusconi definì “Culona”) e alle “sciatiche” di Juncker… gente che, giornalmente, ti spara addosso dalle colonne dei quotidiani berlusconiani e dalle TV di Mediaset… l’unica preoccupazione del Berlusca, l’ex orchestrale della Flotta Lauro, è quella delle sue aziende e lo ha dichiarato, papale, papale : “Hanno annunziato misure sui tetti pubblicitari che farebbero chiudere Mediaset il giorno dopo”… il programma forzitaliota è tutto qui.

Se avessi l’autorità e l’autorevolezza di dare consigli a Salvini, gli direi di non presentarsi alle elezioni prossime con il partito di plastica di Silvio Berlusconi ma con FdI della Meloni e gli porterei due esempi, strapaesani se volete, alla Domenico Giuliotti, quello di “Pensieri di un Malpensante”: scrive un amico (E.M.) che è stato a lungo dirigente di AN: “Ho finito nel 2000 il mio impegno politico, ho lasciato la mia tessera e il mio ruolo di coordinatore del Collegio 6 di AN. Ho seguito attentamente i passi della Lega Nord, mi sono “risvegliato” con Matteo Salvini, il Capitano, ma non mi rimetterei mai tra le p… e ex forzisti (ovvero ex DC,PSI, PLI…) e non prendiamoci più in giro con il “turarci il naso” o “il dover comprendere”… Non voterò più inciuci, né terrò tessere ove vi siano tali figuri in mezzo. Preferirei allearmi con gli ex di Rifondazione…”

Potrei assicurare che questo è il ritornello che tutti ripetono.

Nelle ultime elezioni il successo della Lega è stato clamoroso — come già abbiam detto — in tutta la Toscana, alle grandi città espugnate, si sono aggiunti decine e decine di piccoli paesi dove la Lega ha vinto o ha avuto un piazzamento ottimale. Qui, nel mio “chiaro Mugello”, dove D’Annunzio vide “fiorir bianco” l’asfodelo, si tenevano le elezioni amministrative in un paese, Marradi, famoso, tra l’altro, per aver dato i natali al poeta Dino Campana.

Mi ero permesso di consigliare un amico, dirigente leghista, di non fare “ammucchiate”… mi erano giunte agli orecchi voci che “suonavano a morto” per la Lega se mai si fosse alleata con Forza Italia proprio in quel di Marradi… naturalmente i miei consigli furon vani, anzi… mi sembrò perfino che ci si ingegnasse per fare il contrario… a Marradi c’era un candidato fedele alla linea berlusconiana (delle persone io ho il massimo rispetto e certo non addosso a loro certe colpe politiche!) legato all’ex Ministro Brunetta (e tutti sanno quanto Brunetta stia sulle scatole a tutti). Insomma ammucchiata fu e la coalizione di cdx crollò tanto che non prese neanche i voti che la Lega aveva preso, da sola, alle consultazioni precedenti (prima del suo exploit)… insomma il PD (che a Marradi non “raccattava palla” e alle elezioni era, in genere, sempre battuto) ha preso l’86% — dicesi ottantasei per cento — vincendo alla grande… una sconfitta epica per la Lega. Ci disse mesi dopo un amico marradese simpatizzante della Destra che molti, lui compreso, avevano preferito votare per il Pd piuttosto che per Forza Italia… tanto era l’avversione per il partito di Berlusconi…

Piccola politica questa, certamente, ma provate a domandare agli elettori propensi a premiare Salvini — molti dei quali provenienti, come, onestamente, ha ammesso Bersani, da Sinistra — se lo voterebbero lo stesso in una coalizione con Forza Italia… e poi venitemelo a dire.

PUCCI CIPRIANI

Fonte: www.controrivoluzione.it