tratto da: Stilum Curie di Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, ci permettiamo un off topic dai temi soliti. Il presidente della Regione Lazio, Zingaretti, quello stesso che andava a bere l’aperitivo a Milano, si è contagiato con il Covid 19 e nel frattempo ha la Finanza alla Regione per uno strano affare di 15 milioni di euro di mascherine commissionate a una ditta di elettricità e mai arrivate, sembra abbia firmato un’ordinanza per la vaccinazione obbligatoria anti-influenzale di medici e persone oltre i 65 anni di età nell’autunno prossimo. A parte il fatto che ho il sospetto che siamo di fronte a qualcosa di anti-costituzionale: nessuno può essere “obbligato” a una qualsiasi forma di cura medica, se non vuole, restano due problemi. Il primo, è quello dell’efficacia della vaccinazione antinfluenzale, visto che i virus influenzali cambiano; secondo, che esistono studi medici secondo cui la vaccinazione antiinfluenzale aumenta il rischio di essere attaccati da altri virus. E questo è certamente da tenere in considerazione. Ora, vista la potenza delle grandi aziende produttrici di vaccini, e la debolezza politica di coloro che ci rappresentano, c’è da chiedersi se non corriamo il rischio reale di essere fregati una seconda volta da Zingaretti, che è anche segretario del PD, il partito guida del governo, dopo l’iniziale sottovalutazione del problema e tutto ciò che ne è seguito, morti compresi.

A conferma di quanto esposto qui sopra, vi presentiamo i risultati di uno studio del Ministero della Difesa USA. Chissà se al Ministero della Salute l’hanno letto…

VAX FLU E VIRUS. U.S.A., DENUNCIA: AUMENTA IL RISCHIO DEL 36%.

Uno studio compiuto dal Departement of Defense degli Stati Uniti dimostra che la somministrazione di  vaccino antinfluenzale aumenta il rischio di contrarre il coronavirus di un 36%. Il dott. Benjamin Krause ha divulgato sul suo sito la notizia della ricerca compiuta specialmente sui veterani e afferma che “Un recente studio militare mostra che il personale militare valutato che ha ricevuto il vaccino antinfluenzale aveva un  36% di maggior rischio di coronavirus”.

“Esaminando i virus non influenzali in modo specifico, le probabilità sia del coronavirus che del metapneumovirus umano negli individui vaccinati erano significativamente più alte se confrontate con quelle degli individui non vaccinati (OR = 1,36 e 1,51, rispettivamente) (Tabella 5)”.

Il vaccino antinfluenzale studiato ha dimostrato vari benefici nella prevenzione dell’influenza –  alcuni ceppi hanno mostrato un beneficio significativo, mentre altri no.

Lo studio è intitolato “Vaccinazione antinfluenzale e interferenza del virus respiratorio tra il personale del Dipartimento della Difesa durante la stagione influenzale 2017-2018, il rapporto sullo studio affronta i fenomeni di interferenza”.

Lo studio evidenzia il valore della capacità del corpo umano di combattere i virus. A quanto pare, contraendo l’influenza, il corpo naturalmente “può ridurre il rischio di virus respiratori non infettivi…”.

A causa dell’”interferenza” del vaccino antinfluenzale con il processo biologico naturale, ci può essere un aumento del rischio di contrarre virus non influenzali:

“Mentre la vaccinazione antinfluenzale offre una protezione contro l’influenza, l’infezione influenzale naturale può ridurre il rischio di contrarre virus respiratori non infettivi fornendo un’immunità temporanea e non specifica contro questi virus. D’altra parte, studi pubblicati di recente hanno descritto il fenomeno dell’interferenza del virus associato al vaccino; cioè, gli individui vaccinati possono essere a maggior rischio di contrarre altri virus respiratori perché non ricevono l’immunità non specifica associata all’infezione naturale”.

Dice il dott. Krause: “Ho iniziato a scavare su questo argomento su consiglio del Dipartimento degli Affari dei Veterani (VA) due settimane fa, quando ho notato che il consiglio principale dell’agenzia sul coronavirus era di ‘fare un vaccino antinfluenzale’.

Questo consiglio mi è sembrato un po’ troppo semplicistico quando è stato dato a una popolazione di veterani in gran parte anziani con disabilità significative, storie di vaccini ed esposizioni a vari agenti patogeni in tutto il mondo. Dopo averne scritto, un lettore ha inviato un’e-mail citando questo studio su PubMed. In seguito mi è stata fornita una copia dello studio completo e l’ho esaminato con un esperto per verificare le mie conclusioni sulla base delle informazioni contenute in quel rapporto. Ora, il feedback che ho ricevuto e che ha davvero attirato la mia attenzione era principalmente in una domanda: L’aumento del rischio di coronavirus e di altri agenti patogeni vale il beneficio del vaccino antinfluenzale basato su questo studio, come descritto nella tabella 5? La colonna su cui concentrarsi è “OR” nella Tabella 5. Il coronavirus è 1,36, il che significa un rischio maggiore del 36%. Il virus dell’influenza in generale è 0,57, il che significa che il rischio di contrarre l’influenza è stato complessivamente ridotto. Tre varianti di influenza non hanno ricevuto una riduzione statisticamente significativa del rischio. Tre delle 8 valutazioni hanno rilevato un beneficio statisticamente insignificante per il vaccino antinfluenzale. Nel frattempo, il rischio di contrarre il coronavirus è aumentato del 36%. Scommetterei un dollaro che quest’anno, molti americani probabilmente penseranno molto se prendere il vaccino dopo queste informazioni”.

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Vaccine January 2020, è stato condotto dal Armed Forces Health Surveillance Branch Air Force SatelliteWright-Patterson AFB, OH.

Preso nel suo senso letterale, lo studio indica che le persone che ricevono il vaccino antinfluenzale sono a maggior rischio per il coronavirus pre-COVID-19. Come i veterani, gli attuali membri in servizio, gli insegnanti delle scuole e i professionisti del settore medico, la popolazione dello studio consisteva di una popolazione con una storia di vaccinazione pesante.

“Il Department of Defense (DoD) fornisce una popolazione unica per gli studi di vaccinazione, poiché la vaccinazione obbligatoria contro l’influenza è richiesta dal DoD per tutto il personale del servizio attivo e della componente di riserva. Questo studio mira ad esaminare la relazione tra virus respiratori specifici e la vaccinazione contro l’influenza. Il protocollo per questo studio è stato rivisto e approvato dall’Air Force Research Laboratory Institutional Review Board”.

Per chi fosse interessato, i dati dello studio provengono dal Department of Defense Global Respiratory Pathogen Surveillance Program (DoDGRS) è un programma a livello DoD istituito dal Global Emerging Infections Surveillance and Response System (GEIS).

Gli individui inclusi nello studio hanno fornito campioni respiratori al DoDGRS per la stagione influenzale 2017-2018. Gli individui che erano malati prima di ricevere il vaccino antinfluenzale sono stati esclusi dallo studio:

AGGIORNAMENTO 3/19/2020: Secondo l’ufficiale medico capo per l’Inghilterra, citato dall’editore dei media Mirror, i britannici che hanno ricevuto il vaccino antinfluenzale per questa stagione influenzale sono stati ammoniti ad autoisolarsi per 12 settimane, in quanto rientrano nella categoria “ad alto rischio” del governo.

VAX FLU E VIRUS. U.S.A., DENUNCIA: AUMENTA IL RISCHIO DEL 36%.

E, infine, due ultime cosette. La prima è la fotografia della “ditta” a cui la Regione Lazio aveva commissionato un milione o giù di lì di mascherine…affare che sappiamo come è andato a finire. Ma vi sembra possibile? E noi dovremmo mettere la nostra salute in mano a gente che si fa turlupinare così?

VAX FLU E VIRUS. U.S.A., DENUNCIA: AUMENTA IL RISCHIO DEL 36%.

E la seconda: sviluppi molto interessanti sulla cura contro il Covid 19, che naturalmente – la lobby dei vaccini è fortissima, al Ministero della Salute, all’OMS e nei grandi giornali li trovate in questo collegamento