Domenica prossima, 23 settembre, saranno quattro settimane esatte dalla pubblicazione della testimonianza-denuncia dell’ex Nunzio negli Usa (ed ex Segretario del Governatorato) l’arcivescovo Carlo Maria Viganò.

È un documento che pone numerose precise questioni. Chi ha favorito, coperto e protetto l’ex cardinale Theodore McCarrick nella sua carriera di predatore omosessuale? Nel documento si fanno nomi precisi, e per ultimo della lista, si indica l’attuale Pontefice. Che avrebbe saputo dell’attività criminosa del cardinale dallo stesso Nunzio Viganò il 23 giugno 2013. E che avrebbe, nonostante questo, riabilitato il porporato; anzi si sarebbe fatto consigliare e guidare per la nomina di vescovi e cardinali ai lui graditi, quella che ormai si chiama la filiera McCarrick. Che comprende l’arcivescovo di Chicago, Blase Cupich; l’arcivescovo di Newark, Joe Tobin; l’arcivescovo di Washington, Donald Wuerl; l’attuale prefetto della Famiglia e Vita, Ken Farrell; il vescovo di San Diego, McElroy e altri ancora.

Nel viaggio di ritorno da Dublino il Pontefice ha affermato: non dirò una parola. Leggete e giudicate voi. In realtà ha parlato, non in maniera diretta, ma obliqua, come è solito fare, tentando di nobilitare sotto il manto del silenzio di Gesù l’assenza di una riposta doverosa a una domanda precisa. E insultando – anche qui, come è solito fare quando si trova in difficoltà – i suoi interlocutori: cani selvaggi, Grandi Accusatori (leggi demoni) ecc. ecc.

E in realtà, se esaminiamo quello che è accaduto in seguito, possiamo capire che una risposta c’è stata. Ed è drammatica. La “copertura” di McCarrick continua, sta continuando, e continuerà.

Da che cosa lo possiamo capire? Il Pontefice non ha risposto direttamente sul caso McCarrick. Ma ha parlato il cardinale Oscar Maradiaga; è la persona di più alto livello che goda della confidenza del sovrano, è presidente (confermato) del gruppo del C9, è stato difeso con una lettera dal papa nel bel mezzo della tempesta finanziaria e omosessuale che ha coinvolto lui e la sua diocesi (sulle pareti della cattedrale è stato scritto: Cardenal pedofilo). Insomma, le sue parole hanno un peso specifico importante. Sul caso McCarrick ha detto: “Non mi sembra corretto trasformare qualcosa che è di ordine privatoin una bomba che esplode in tutto il mondo e i cui frammenti fanno male alla fede di molti. Credo che questo caso di natura amministrativa avrebbe dovuto essere reso pubblico in base a criteri più sereni e più oggettivi, non con la carica negativa di espressioni profondamente amare”. (Il neretto è nostro).

Quindi, fino a quando il Pontefice non si degnerà di far sapere a un miliardo e duecento milioni di cattolici se il Papa ha coperto e vezzeggiato per cinque anni una persona che sapeva predatore omosessuale di seminaristi e preti, basandoci sulla fonte autorevole a lui più vicina dobbiamo pensare che a Santa Marta si consideri di “ordine privato” il fatto che un cardinale forzi e obblighi preti e seminaristi a fare sesso con lui; e che in fondo si tratti solo di un’infrazione di carattere amministrativo.

Applicate a questo tutto l’armamentario del “metoo” femminile e immaginate i risultati… altro che Weinstein.

È un’illazione, direte. Visto che non sappiamo se realmente sia questa la posizione del vertice. Ma una conferma, e fattuale, non di parole c’è, eccome. Ed è l’atteggiamento che il Pontefice, e di conseguenza il Vaticano, hanno assunto verso i vescovi americani. Che sono venuti per chiedere una cosa ben precisa: un’indagine apostolica, cioè organizzata e diretta dalla Santa Sede sul caso McCarrick, sulla sua carriera, sulle coperture, in America e a Roma, che gli hanno permesso, nonostante quello che faceva (ci è giunta notizia persino di un party organizzato in suo onore da ambienti omosessuali ai Castelli…) di volare alto nel firmamento ecclesiastico. Fino a quando non ci si è messa di mezzo la giustizia laica, e allora anche la Chiesa ha dovuto svegliarsi, e in fretta.

Bene: la richiesta di un’indagine “apostolica” è stata semplicemente respinta al mittente. E a ragione. Davanti a un’inchiesta del genere non ci sono porte o dossier che possano restare chiusi. Ed evidentemente né il Pontefice né la Segreteria di Stato – né tantomeno i cardinaloni citati da Viganò – desiderano che porte e dossier vengano aperti. Quindi, la copertura continua. Quindi, cari cattolici, rassegnatevi a convivere con il dubbio, e a questo punto forse con qualche cosa di più di un dubbio, che l’attuale Pontefice abbia coperto, e continui a coprire un cardinale predatore omosessuale. Non è una sensazione gradevole; perché toglie valore e credibilità a tutte le parole, anche quelle sane e giuste. Ma se logica e fatti hanno un senso, che cosa possiamo pensare di diverso? Solo dei poveri illusi – o persone che cercando di illudere –  possono pensare che alla riunione di febbraio delle conferenze episcopali si voglia dare “una stoccata definitiva” al problema degli abusi, che i complici della Bergoglio Press Gang continuano a chiamare pedofilia, per non usare il termine vero: omosessualità clericale pervasiva. E giustamente i commentatori in America giudicano negativamente il “no” romano a un’indagine apostolica su McCarrick.

Chiudiamo con una constatazione. Sono passate quattro settimane dalla pubblicazione della testimonianza Viganò. E non è stata registrata nessuna smentita delle sue affermazioni. Un timido tentativo sul caso Kim Davis ha visto una risposta devastante – e sostanziata da un documento – dell’ex nunzio. Nel frattempo è emersa una lettera dell’allora Sostituto alla Segreteria di Stato Sandri che confermava quanto dichiarato da Viganò. Nessuna delle persone chiamate in causa – nessuna – ha detto: non è vero. I giornalisti, con rare eccezioni, si sono spesi nell’opera di denigrazione personale di Viganò e di chi crede alla sua testimonianza; e lì si sono fermati. E anche questo rinforza l’idea che sia affidabile. Figuriamoci se qualche giornalista del cerchio magico non avrebbe potuto trovarsi, per caso, nelle mani una o due carte per smentire l’ex nunzio. Dobbiamo pensare, allora, che le carte le abbia in mano proprio Viganò. E che siano vincenti. Viviamo tempi veramente terribili, per chi cerca di avere ancora fiducia in questa Chiesa.

Tratto da: Stilum Curiae