I Martiri di Napoli

Se a Napoli il Quartiere della Ferrovia è un quartiere divenuto ormai “terra musulmana”, come abbiamo ampiamente documentato, non mancano, nella città, i ricordi – ahimè annebbiati – di quello che fu un vero e proprio combattimento, una resistenza tenace e convinta contro la Mezzaluna islamica. Da piazza Garibaldi dunque (ribattezzata “Piazza dell’Islam”) arriviamo, a piedi, sotto un sole di luglio che ti brucia, fino a Porta Capuana e alla chiesa di Santa Caterina a Formiello (dal latino formis = condotto) in quanto nei pressi di Porta Capuana penetrava in città l’antico acquedotto della Bolla. Nel 1492 Alfonso II d’Aragona, Duca di Calabria, fece traslare in questa chiesa dedicata a Santa Caterina d’Alessandria, parte dei resti degli Ottocento Martiri di Otranto uccisi dai turchi, in quella città, nel 1480, per non aver rinnegato la propria fede.

Napoli e i nuovi padroni. Non più Italia, non più Europa

Quando alle 10,30 scendiamo alla stazione di Napoli ho, come ogni volta, un balzo al cuore, nel rivedere quel mio quartiere dove ho abitato...