Regnò dal 218 al 222 d. C.

“Si dice che Vario Avito, detto Eliogabalo, fosse uomo bellissimo.

“Dall’Asia tornò a Roma e vi portò l’aerolite di Emesa, sacra al dio Sole, per cui costruì un grandioso tempio sul Palatino: L’Elagabalium. Eliogabalo, che prese il nome dal suo dio orientale El Gabal, rese pubblico il suo culto e lo pose sopra quello di Giove, nominando se stesso Sacerdos Amplissimus. Le reliquie più sacre, tra cui la MagnaMater, il fuoco di Vesta, gli ancilia dei Salii e il Palladio, furono trasferite all’Elagabalium.

In più dette al dio una compagna, la fenicia Astarte, che fece portare da Cartagine a Roma. Per celebrare le nozze fra i due dei si unì, in qualità di sacerdote del Sole, con la sacerdotessa della dea Vesta per procreare, disse, “bambini simili a dei”.

Il popolo che aveva visto, sotto Caracalla, seppellire vive tre vestali colpevoli di aver violato il voto di castità, vide ora Elagabalo, ripudiata la moglie Giulia Cornelia Paola, violare questo sacro principio sposando la vestale Giulia Aquilia Severa. Si riteneva che la violazione della castità delle vestali portasse sciagure su Roma.

[…]

La relazione più importante fu però con un auriga, uno schiavo biondo della Caria chiamato Ierocle, che Eliogabalo chiamava suo marito. Si dilettava di essere chiamato la moglie, l’amante, la regina di Ierocle. Secondo la Historia Augusta, sposò anche un uomo di nome Zotico, un atleta di Smirne, con una cerimonia pubblica. Si narra che avesse promesso metà dell’impero romano al medico che l’avesse dotato di genitali femminili.

Cassio Dione scrisse che si dipingeva le palpebre, si depilava e indossava parrucche per poi prostituirsi.

“Infine, riservò una stanza del palazzo e lì commetteva le sue indecenze, standosene sempre nudo sulla porta della camera, come fanno le prostitute, e scotendo le tende mentre con voce melliflua sollecitava i passanti.

[…]

MACRON ELIOGABALO
“Non metti la tua divisa da poliziotto stasera?”

 

Anche il ministro dell’interno Gèrard Collomb – il numero 2 del governo – ha dato le dimissioni.

Se ne va – come gli altri ministri dimissionari nelle ultime settimane – per incompatibilità diretta con Eliogabalo e le sue follie. Accusando l’inquilino dell’Eliseo di esercizio iper-solitario del potere, inesperienza arrogante, rottura coi corpi intermedi.

Le Figaro titola:

 

“Se anche Collomb abbandona Macron, chi gli resta?”.

E si domanda: “Crisi politica o crisi di regime?”.

MACRON ELIOGABALO
Collombe è a sinistra. Anche lui gli ha fatto il doigt d’honneur.

La foto di Macron ridente come un ebete infoiato a fianco di un negro a torso nudo che gli faceva “le doigt d’honneur” ha suscitato polemiche. L’aprile scorso, un pensionato di 62 anni per aver fatto “le doigt d’honneur” al presidente è stato arrestato, trascinato in tribunale e condannato a pagare una multa di 7500 euro. Non era negro, a torso nudo né omosessualmente eccitante.

Per risposta, è nato un comitato di cittadini, Collectif Colère Officielle, che ha lanciato la Operazione Doigt D’Honneur al presidente. Il numero aumenta di giorno in giorno.

 

MACRON ELIOGABALO

 

 

Eliogabalo

«Fu assalito e ucciso in una latrina in cui aveva cercato di rifugiarsi. Fu poi trascinato per le vie. Per colmo di disonore, i soldati gettarono il cadavere in una fogna. Ma poiché la cloaca risultò troppo stretta per ricevere il corpo, lo buttarono giù dal ponte Emilio nel Tevere, con un peso legato addosso perché non avesse a galleggiare, di modo che non potesse aver mai a ricevere sepoltura. Prima di essere precipitato nel Tevere, il suo cadavere fu anche trascinato attraverso il Circo.