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Marco Tosatti

Credo che sia un momento di sottile, persistente sconcerto per non pochi cattolici. E i motivi per alimentare questo sconcerto sembrano infittirsi, invece che rarefarsi e scomparire. Ve ne offriamo qualcuno in un piccolo bouquet di fiorellini velenosi raccolti qua e là.

Il primo lo conoscete tutti: la non-benedizione di Palermo da parte del Pontefice regnante. Credo che si potrebbe discutere per ore, su questo gesto. Personalmente, mi ha fatto un effetto pessimo. Lo interpreto forse male; ma mi è sembrata una confessione, come dire, sono qui a vedervi per conto mio, non per conto di Qualcun Altro, di cui vi porto il saluto: appunto, la benedizione. E, onestamente, non capisco come si possa offendere qualcuno invocando su di lui delle cose buone.

Poi abbiamo visto questo tweet di Massimo Faggioli, un professore di obbedienza melloniana alla Villanova University, ritwitatto costantemente da Antonio Spadaro sj, l’uomo di fiducia del Pontefice per la propaganda e altre incombenze. Vi ricordate i Sinodi sulla Famiglia, e il problema dei divorziati risposati, e l’eucarestia, che veniva venduto al pubblico come un grande problema di misericordia? Leggete cosa scrive forse troppo candidamente Faggioli:

“Per i non cattolici, questo può sembrare un affare non grosso, ma è la comunione per i divorziati risposati il primo passo teologico che elimina il concetto di adulterio. Se si compie tale cambiamento, la Chiesa cattolica in seguito sarà obbligata a cambiare tutto il suo insegnamento sul matrimonio, la sessualità e la famiglia: divorzio, sesso prima e fuori del matrimonio saranno riconosciuti dalla Chiesa.

E così sarebbe – punto cruciale – l’omosessualità e il matrimonio fra persone dello stesso sesso. Ora forse a voi piacciono queste cose, o forse no. Alcune confessione cristiane le accettano. Ma la Chiesa cattolica non ha mai dato la sua approvazione a nessuna di esse e l’intero progetto rivoluzionario di cambiare l’insegnamento della Chiesa su famiglia e sessualità comincia necessariamente dalla comunione per i divorziati risposati”.

Una dichiarazione interessante, specialmente se collegata alla famosa “rivelazione Forte”:

“Però Mons. Forte ha svelato anche un retroscena dei lavori sinodali che, forse, aiuta a superare un linguaggio politicamente correttissimo per arrivare a comprendere meglio il documento. Almeno per quanto riguarda il tema mediaticamente più rilevante, ovvero la disciplina dei sacramenti per le coppie di divorziati risposati. «Se parliamo esplicitamente di comunione ai divorziati risposati – ha riportato Mons. Forte riferendo una battuta di Papa Francesco – questi non sai che casino che ci combinano. Allora non ne parliamo in modo diretto, fa in modo che ci siano le premesse, poi le conclusioni le trarrò io». Dopo aver riportato questa battuta lo stesso Forte ha scherzato dicendo: «Tipico di un gesuita»”.

Ma dai! Chissà se in qualche buon cattolico comincia a germogliare il sospetto che ci stiano intortando, ci abbiamo intortati e si preparino a intortarci ancora (primo passo al Meeting delle Famiglie con padre James Martin sj, voluto da Ken Farrell, protetto e pupillo di McCarrick) al Sinodo dei giovani di ottobre? Dove il Pontefice ha voluto invitare oltre a Spadaro l’altro pupillo di McCarrick, Blase Cupich, cardinale a Chicago, e Joe Tobin, cardinale a Newark anche lui della stessa filiera. Che arrivando a Newark, una delle più grandi arcidiocesi del Paese, non ha saputo che gli avvocati della diocesi avevano pagato 180mila dollari per sistemare due casi di abusi di McCarrick, e avendo sentito delle “voci” sulla casa al mare di McCarrick (dove invitava cinque seminaristi alla volta, ma c’erano solo tre letti doppi…) non ha indagato ulteriormente. Pensava, ha detto a un giornalista locale che la storia era troppo “incredibile”. Quello che onestamente appare piuttosto incredibile è che non ne sapesse proprio nulla, quando le voci giravano ampiamente. E, comunque, che stia dove è grazie alle pressioni di McCarrick sul Pontefice. E venga invitato al Sinodo dei giovani fra i delegati papali

Ma non finiscono mica qui, i motivi di sconcerto. Da Messa in Latino veniamo a sapere questo:

 Una  curiosa e significativa segnalazione da Rorate Caeli sulle dichiarazioni di un membro dell’inner circle del S. Padre,  Padre Thomas Rosica , il prete canadese che è uno dei principali membri di lingua inglese della cerchia ristretta di Francesco e pubblicato dall’agenzia Zenit il 31 luglio 2018 (Aggiornamento: Zenit ha rimosso la parte controversa citata qui sotto, ma l’intero articolo può essere letto  QUI).

“Papa Francesco rompe le tradizioni cattoliche quando vuole, perché è “libero da attaccamenti disordinati”. La nostra Chiesa è effettivamente entrata in una nuova fase: con l’avvento di questo primo papa gesuita, è apertamente governata da un individuo piuttosto che dall’autorità della Scrittura da sola o anche  della Tradizione più la  Scrittura.”

Cioè, niente più scrittura e tradizione ma solo l’individuo papa? Molto interessante…

E infine, non si può non ricordare la “derubricazione” della sodomia di McCarrick sui seminaristi e i giovani preti fatta dal braccio destro del Pontefice, il card. Oscar Maradiaga: “Non mi sembra corretto trasformare qualcosa che è di ordine privato in una bomba che esplode in tutto il mondo e i cui frammenti fanno male alla fede di molti. Credo che questo caso di natura amministrativa avrebbe dovuto essere reso pubblico in base a criteri più sereni e più oggettivi, non con la carica negativa di espressioni profondamente amare”.

Ricordiamo, ancora una volta, il nodo irrisolto di questa storia. E cioè la testimonianza in prima persona di mons. Viganò (trovate qui tutti i documenti) dell’udienza con il Pontefice nel giugno 2013:

“Subito dopo il papa mi chiese con tono accattivante: “Il card. McCarrick com’è?” Io gli risposi con tutta franchezza e se volete con tanta ingenuità: “Santo Padre, non so se lei conosce il card. McCarrick, ma se chiede alla Congregazione per i Vescovi c’è un dossier grande così su di lui. Ha corrotto generazioni di seminaristi e di sacerdoti e papa Benedetto gli ha imposto di ritirarsi ad una vita di preghiera e di penitenza”. Il papa non fece il minimo commento a quelle mie parole tanto gravi e non mostrò sul suo volto alcuna espressione di sorpresa, come se la cosa gli fosse già nota da tempo, e cambiò subito di argomento. Ma allora, con quale finalità il papa mi aveva posto quella domanda: “Il card. McCarrick com’è?”. Evidentemente voleva accertarsi se ero alleato di McCarrick o no”.

L’impressione di chi scrive è che non ci si voglia rendere conto della devastazione – da un punto di vista di credibilità umana, non religiosa – che il rifiuto a rispondere: – è vero o non è vero – sta provocando in milioni di cattolici. Mentre la nuova costituzione sul Sinodo decide che il documento approvato dal Papa è magistero ordinario; per battere in breccia eventuali critiche. Clericalismo ed elitismo all’ennesima potenza.







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Fonte: Marco Tosatti – Stilum Curiae