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IL CARD. WUERL PROIBISCE A UN GIORNALISTA SCOMODO DI ENTRARE IN CHIESA. LA FOTO SULLA LISTA “WANTED”.

Marco Tosatti

Un giornalista e autore statunitense, George Neumayr, è stato messo dal cardinale Donald Wuerl sulla lista della sicurezza del Santuario Nazionale dell’Immacolata Concezione, a Washington. Neumayr è molto critico del cardinale Wuerl, amico e protettore dell’ex cardinale Theodore McCarrick, e pesantemente coinvolto nel Rapporto del Grand Jury di Pennsylvania, accusato di avere coperto, spostato anche pagato (per il loro silenzio) dei preti abusatori. Il cardinale Wuerl fa parte del gruppo di vescovi e cardinal consigliati da McCarrick al Pontefice regnante, che ha ricevuto nei giorni scorsi la vista di Wuerl, mentre ancora non è chiaro quando riceverà in un’udienza chiesta da molto tempo i vertici della Conferenza episcopale Usa. Wuerl ha finito il suo tempo come arcivescovo diocesano tre anni fa; non è chiaro perché il Pontefice, che non ha perso tempo per accettare le dimissioni di vescovi certamente non discussi (pensiamo ad Aguer in Argentina, o mons. Léonard a Bruxelles, per dirne solo due) continui a mantenere Wuerl al suo posto. La petizione per rimuoverlo ha totalizzato migliaia di firme, ormai anche preti e diaconi chiedono apertamente la sua partenza. Ma Roma non ci sente.

Scrive sul suo profilo Facebook Neumayr: “Ho una domanda per papa Francesco: quando lei ha detto che vuole una Chiesa ‘trasparente’ e ‘pastorale’ i cui membri zelanti ‘dovrebbero fare casino nelle diocesi’ era questo che aveva in mente? Un cardinale che mette un giornalista, e leale figlio della Chiesa sulla lista ‘Wanted’ della sua basilica? Come può vedere, sono bloccato dall’entrare nel Santuario di Wuerl. Ha dato istruzioni alla sua Sicurezza di accompagnarmi dagli agenti di polizia. Ehi, questo non è molto accogliente! Santo Padre, mi dà il permesso di ricevere i sacramenti nella basilica senza che la polizia mi molesti?”.

Lo stesso Neumayr, autore del libro “The Political Pope” in un’intervista a Maike Hickson, pubblicata da LifeSiteNews afferma di aver ricevuto conferma da fonti vicine al card. Wuerl che “il card. Wuerl aveva una conoscenza diretta delle predazioni di McCarrick sui seminaristi”.

Non solo: Neumayr rivela che Wuerl permette attualmente a padre Betasso un sacerdote condannato nel 2011 per aver palpato un giovane di diciotto anni quando era seduto in una vasca di idromassaggio in un country club, di organizzare ritiri nella sua arcidiocesi. “Wuerl ora si sta nascondendo dietro legalismi menzogneri nel negare qualsiasi responsabilità nel proteggere il suo gregge da padre ‘Idromassaggio’”, dice Neumayr, e aggiunge: “So da fonti sicure che persone importanti della Cancelleria sono state messe sull’avviso del problema di questo ‘padre Idromassaggio’, e non è stato fatto nulla per rimuoverlo dall’arcidiocesi”.

Maike Hickson ricorda a Neumayr che egli stesso ha citato Richard Sipe (autore di uno studio sugli abusi nella Chiesa) riguardo alla presunta omosessualità di Donald Wuerl.

“Guardate la deposizione di Tim Bendig. Era un seminarista di Pittsburgh che ha fatto causa all’arcidiocesi e nel corso della deposizione ha ripetuto le voci che ha sentito dai seminaristi sull’omosessualità di Donald Wuerl, e specificamente che Wuerl aveva un boyfriend nel seminario. Questo mi è stato detto da parecchie persone coinvolte nella deposizione. E m è stato anche detto da quelle fonti che l’uso da parte di Bendig di queste voci ha giocato un ruolo nella composizione della causa. La causa non ha mai raggiunto il tribunale perché Bendig ha raggiunto un accordo con l’arcidiocesi nel 1993, e ha promesso il silenzio”.

In questo quadro, in cui ogni giorno si aggiungono nuovi dettagli (brutti, in genere) sulla cricca McCarrick e i suoi affiliati e pupilli, promossi dal Pontefice, appare sempre più inverosimile il rifiuto di rispondere a due questioni così semplici. La prima: quando papa Bergoglio ha saputo chi realmente era e che cosa aveva fatto McCarrick? E perché, dopo averlo saputo, gli ha dato un ruolo così preminente, di vero king maker, nella Chiesa statunitense?




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Fonte: Marco Tosatti – Stilum Curiae