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DISPACCI DALLA CINA. LE PERPLESSITÀ SULL’ACCORDO PECHINO-SANTA SEDE NON VENGONO SOLO DAI CATTOLICI.

Marco Tosatti

Il M° Aurelio Porfiri è appena tornato da uno dei suoi frequenti viaggi a Hong Kong, e ci offre come di consueto i suoi Dispacci dalla Cina. Che oggi gettano una luce diversa sul possibile accordo fra la Santa Sede e Pechino, così problematico. Ma le resistenze e le perplessità non sono solo di parte cattolica…

A proposito di possibili annunci; le resistenze interne all’accordo

Si parlava in questi giorni con persone competenti in Hong Kong del possibile accordo fra Cina e Vaticano che da molti mesi sembra imminente. Mi dicevano che in Cina ci sono molte resistenze per quello che vedono come un tornare indietro rispetto a quello che hanno raggiunto con la Chiesa patriottica. Infatti il Fronte Unito e l’Ufficio per gli Affari Religiosi sarebbero contrari ad un accordo, ma il Ministero per gli Affari Esteri spinge in direzione di Roma, vedendo l’accordo con la Santa Sede come una mossa ulteriore per isolare Taiwan.

Quindi, alla fine, se ne deduce che per la Cina è meramente una questione politica, posizione del tutto comprensibile dalla loro prospettiva. Simone Pieranni su “eastwest.eu” del 5 settembre così commentava le restrizioni in materia religiosa e la prospettiva sulla religione della Cina: “Questi atteggiamenti ci mostrano una Cina complessa, anche da punto di vista della ricerca da parte della popolazione di una più precisa possibile identità e le recenti misure del Pcc sembrano colmare gli spazi che il “sogno cinese” e la Nuova via della seta lasciano indietro. Un’opera di convincimento coatta che bolla le religioni come potenziali e pericolose influenze occidentali, per riportare tutti i cinesi sotto l’unica grande chiesa concepita dalla dirigenza: il partito comunista”. Insomma, mai come in questo caso, la prudenza non è mai troppa.

Cinafrica

Si è recentemente svolto l’incontro fra il governo cinese e i rappresentanti dei Paesi africani, Paesi in cui la Cina sta investendo notevoli risorse. Interessante questa strategia cinese che gli consente una presenza oramai dominante nel continente africano, con notevole dispendio di risorse economiche, ma con ritorni importanti per ciò che riguarda lo sfruttamento logistico ed economico possibile in questi Paesi di cui, come nota l’economista Alberto Forchielli, sono pronti a prendersi in carico il debito. E in effetti il presidente Xi ha annunciato pesanti investimenti in Africa. I cinesi, va detto a loro merito, sono molto concreti in ciò che fanno, non molto idealisti. Questa è la prospettiva giusta per capire anche i loro comportamenti in altri ambiti, come quello del rapporto con le religioni.

Canto gregoriano

Ho visitato un seminario luterano ad Hong Kong e nei giorni precedenti incontrato molti cristiani, cattolici e non. Al contrario di quello che si potrebbe pensare, c’è molto interesse per il canto gregoriano, anche se alcuni portano avanti la narrativa per cui certi popoli non dovrebbero essere esposti al canto gregoriano perché “non lo possono capire”. Quello che non si può capire è come certe persone continuino a portare avanti la propria versione della realtà senza curarsi minimamente dei fatti. Eppure….contra factum non valet argumentum.

Cambiamento impercettibile

Ho spesso citato con interesse François Jullien e il suo libro “Essere o Vivere”. Lo ritengo veramente un libro adatto per comprendere che cosa sia la Cina e per capire il modo in cui i cinesi pensano e ragionano; una realtà che noi pensiamo di capire ma che in realtà ci sfugge. Ecco un passaggio sul cambiamento: “Non è forse una trasformazione silenziosa tutto ciò che si definisce con quel termine, che sembra il più neutro ma è in verità così pesante e poco sottile, opaco, che è “realtà”? In natura non si percepiscono i fiumi scavare il loro letto, né i venti erodere le cime, tanto la loro azione è diffusa e continua, eppure sono loro che hanno disegnato a poco a poco il rilievo che abbiamo sotto gli occhi e che forma il paesaggio. Oppure prendiamo il riscaldamento climatico. Esso mette in gioco, nella durata, tanti di quei fattori diversi e correlati (ed è un fenomeno di tale globalità) che non percepiamo la terra riscaldarsi; solo dopo si constata che i ghiacciai si sono sciolti e che i banchi di pesci sono risaliti più a nord o si sono immersi in acque più profonde”. Questo, secondo lo studioso, è il modo di procedere dei cinesi, e forse ci dice molto anche sull’approccio con il fenomeno religioso: non annunci clamorosi ma lavoro per fare evolvere la situazione nella loro direzione.

Vero e verosimile

Il mondo cinese è molto diverso dal nostro. Il concetto di vero e falso – così marcato nella nostra cultura – è concepito in modo più sfumato dai cinesi. Ecco allora prende senso questa citazione da “Pillole di Cina”di Massimo Donda: “I cinesi sostituiscono al nostro principio di “veridicità” un principio di “mediazione nel contesto”, che tenga conto delle relazioni interpersonali e del fatto di salvaguardarle evitando l’esposizione al conflitto. La comunicazione è dunque strategia del nascondere e del far intravedere, quindi anche strategia del leggere tra le righe”.  Quando si tratta con loro, per affari o per altre ragioni, è bene non dimenticare questo fatto.

Spionaggio

Interessante articolo su “CBSnews” di cui offro la traduzione dell’inizio: “Il principale funzionario del controspionaggio del Paese, William Evanina, afferma che la Cina sta dedicando “risorse pazzesche” e impiegando sempre più mezzi “non aggressivi” e “più diversificati” modi non tradizionali per condurre attività di spionaggio contro gli Stati Uniti”. È persistente come tantissimi granelli di sabbia”, ha detto. “Colpiscono il nostro mondo accademico, la nostra industria, il nostro sviluppo e ricerca, e ovviamente il nostro governo. L’FBI ha arrestato decine di individui  nell’ultimo anno circa, e tutti spiavano per conto della Cina”.  Non siamo sciocchi pensando che le altre nazioni non facciano lo stesso, ma è vero che quando ci si mettono i cinesi sanno essere molto più che abili ed imprevedibili.

Cos’è la fede

Bell’articolo di “AsiaNews” in cui un sacerdote dell’Henan, regione particolarmente colpita dalle restrizioni in materia religiosa, ci fa capire, fra le altre cose, cos’è la fede: “Cos’è la fede? La fede è il gioiello che bisogna custodire per tutta la vita! Ciò che si può abbandonare o tradire, non è fede; ciò che si può negoziare, non è fede; ciò che non si può affermare e difendere in pubblico, non è fede! Non siamo accettati dal mondo; non siamo amati dal mondo; siamo spesso stati boicottati con grande opposizione, questo è normale. Quando siamo perseguitati, la gente gioisce e applaude, questo è normale: quindi, non c’è niente da meravigliarsi, bisogna perseverare”. Una bella testimonianza, come ce ne sono molte di cui forse non sapremo mai.




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Fonte: Marco Tosatti – Stilum Curiae