Da Vienna a Belgrado

Di fronte all’Islam che ancora una volta avanza, il nostro sguardo si volge alla storia. Lo spirito dei combattenti di Lepanto e di Vienna non va relativizzato, come se fosse quello di un’epoca storica ormai conclusa, superata, da un nuovo Cristianesimo, buono, tollerante e arrendista. La disposizione di animo che animava san Pio V e il Beato Innocenzo XI e con la quale combattevano i guerrieri di Lepanto e di Vienna è una attitudine dello spirito mai tramontata, che sempre riaffiora nei momenti di crisi della civiltà. Per comprenderlo possiamo cogliere questo spirito nelle molte fotografie che conserviamo dei combattenti cattolici nella guerra di Spagna.

Dieci anni di illusioni. Storia del 68

In Italia furono i cattolici i primi a guidare la rivolta. Cattolici i primi due atenei occupati nell'anno accademico '67 - 68: a Trento e a Milano. Cattolici, o perlomeno di formazione cattolica, tutti i primi leader della contestazione: Renato Curcio, Marco Boato, Mauro Rostagno, Nello Casalini (entrato poi nell'ordine dei Frati Minori), Francesco Schianchi, Luciano Pero. Lo stesso Mario Capanna: scrivono Primo Moroni e Nanni Balestrini che nel '67 Capanna preparò «un trattato di 70 cartelle per convincere la propria ragazza che i rapporti sessuali prematrimoniali sono compatibili con l'insegnamento di san Tommaso d'Aquino». E ancora, cattoliche le origini di «Lavoro Politico», rivista nata nel '62 a Verona su iniziativa di Walter Peruzzi e punto di riferimento per il movimento trentino.

Il passato presente

Il Sessantotto fu una rivoluzione in tutti i sensi. Si inserisce, secondo l’analisi fatta dal prof. Plinio Corrêa de Oliveira in Rivoluzione e Controrivoluzione, in quella «lunga linea rossa», che parte dalla prima rivoluzione, il protestantesimo, passa alla seconda rivoluzione, quella francese e le varie rivoluzioni nazionali come il Risorgimento italiano, per giungere poi alla terza rivoluzione, il comunismo. Con il Sessantotto inizia la quarta rivoluzione, quella più grave perché ha radici profonde in interiore homine. Come scrive Corrêa de Oliveira: «Il ‘68 fu il risultato di una guerra psicologica totale, che ha in mira tutta la psiche dell’uomo,cioè lo lavora nelle diverse potenze della sua anima e in tutte le articolazioni della sua mentalità».

NERI CAPPONI UN ESEMPIO DI FEDELTA’ ALLA DOTTRINA E ALLA FEDE...

  Il Direttore, il Condirettore con i collaboratori di "Soldati del Re" e gli amici della Comunione Tradizionale annunziano con dolore la scomparsa del Conte...

FIRENZE 28 NOVEMBRE PRESENTAZIONE DEL LIBRO : CAMBIO DI PARADIGMA...

Le espressioni “cambio di paradigma” e “rivoluzione culturale”, con cui si vuole auto-definire il pontificato di Francesco, indicano l’idea di una radicale trasformazione.

CIVITELLA DEL TRONTO: “NOI MORIAMO PER ESSERE UOMINI ANCORA”

"Altri combattono e muoiono per una conquista,una terra, un'idea di gloria, per un convincimento magari o un ideale, ma noi moriamo per una cosa...

Presentazione: TRILOGIA ROMANA di Roberto de Mattei (Firenze 13/12/2018)

[Cristina Siccardi] La storia può essere spiegata, ma può anche essere narrata. Negli ultimi decenni a raccontarla è stata più la filmografia (cinematografica o televisiva) che la letteratura, talvolta con buoni risultati, talaltra discreti, talora pessimi. Di sicuro nell’editoria troviamo molto ciarpame, sia nei contenuti, sia nello stile letterario e non solo per ciò che riguarda i romanzi o i racconti storici. Scrivere bene è un’arte, richiede preparazione, essere ruminatori di libri, rielaborare concetti e parole con un fraseggiare che catturi, rispetti, educhi il lettore, e quando si fa memoria di chi o di cosa non è più, allora occorre essere seri, esigenti nel rigore e intellettualmente onesti.

Continua il “cambio di paradigma”

Se c’è stato un papato che, secondo un noto vaticanista, ha reso la Santa Sede una fabbrica di novità, è proprio quello del pontefice argentino. Così, nei mesi che sono seguiti alla prima stesura di questo lavoro, la cronaca della vita della Chiesa non è stata certo priva di avvenimenti decisivi.

Don Milani, un cattivo maestro

È cominciato in anticipo e in modo imbarazzante il ricordo di don Lorenzo Milani, il mistico parroco della Barbiana, a cinquant’anni dalla sua morte.

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Il Risorgimento italiano trova la sua origine nella massoneria inglese e nel protestantesimo, in particolare in quello anglicano, nemico acerrimo del papato; l’Inghilterra, inoltre, desiderava cancellare dalla faccia della terra il Regno delle due Sicilie, poiché era invidiosa dell’efficienza della sua forza navale. A ciò va aggiunto l’Illuminismo, il giacobinismo di certe élite intellettuali e massoniche italiane e le idee della Rivoluzione Francese, importate con la forza in Italia da Napoleone nel 1796.
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