Cari amici e nemici di Stilum Curiae, il disagio di fronte a certi comportamenti veramente clericali da parte dell’episcopato sta crescendo, da parte dei comuni fedeli e di una parte dei sacerdoti, e stupisce – ma non più di tanto – che la gerarchia dei professionisti di Dio non se ne renda conto, o non voglia rendersene conto. L’intervista anti-Lega del presidente della Cei su uno dei maggiori giornali espressione del pensiero unico, il giorno dei ballottaggi, e l’incredibile documento dei vescovi laziali, un documento giudicato da molti politico, ne sono esempi eclatanti. Vi invitiamo a leggere Rosso Porpora, su questo tema,  “Chiesa partito. Bassetti e vescovi del Lazio. Signore pietà”. E facciamo notare sommessamente che il risultato dei ballottaggi è andato in direzione diametralmente opposta.

Ma non è solo il lato politico, che interessa, e colpisce, di quel messaggio. Pubblichiamo a questo proposito il contributo di un lettore di Stilum Curiae:

Gentilissimo.

“Vorremmo invitarvi ad una rinnovata presa di coscienza: ogni povero – da qualunque paese, cultura, etnia provenga – è un figlio di Dio. I bambini, i giovani, le famiglie, gli anziani da soccorrere non possono essere distinti in virtù di un “prima” o di un “dopo” sulla base dell’appartenenza nazionale.”

Messaggio Pentecoste 2019 vescovi Roma.

Molte persone competenti e diversi siti ( Settimo Cielo, La Bussola, Lo Straniero, Duc in Altum….) hanno commentato sotto diversi punti di vista la suddetta lettera.

Non entro nel merito di quanto già detto e sottolineato, riporto soltanto lo stupore e lo sconcerto – che potrebbe essere definito al limite anche  scandalo –  che ho provato nel leggere il paragrafo sopra.

Chiedo cortesemente che coloro che hanno redatto il documento (visto che sono Pastori e Discendenti degli Apostoli) rispondano a queste semplici domande.

  1. E’ corretto attribuire l’espressionefiglio di Dioa tutti gli uomini/donne che appaiono sulla terra?
  2. Esiste una differenza, e se c’è qual è, fra figlio di Dio creatura di Dio?
  3. Se ogni uomo/donna che nasce è subito per nascita un figlio di Dio, PERCHE’ e per QUALE MOTIVO è necessario il Battesimo?

Non ho addotto criiche sul modo di fare politica attraverso questo messaggio, rimane in compenso uno sconsolato senso di relativismo dilagante.

Credo, in conclusione, sia necessario riportare la nota del CCC:

1213Il santo Battesimo è il fondamento di tutta la vita cristiana, il vestibolo d’ingresso alla vita nello Spirito (« vitae spiritualis ianua »), e la porta che apre l’accesso agli altri sacramenti. Mediante il Battesimo siamo liberati dal peccato e rigenerati come figli di Dio, diventiamo membra di Cristo; siamo incorporati alla Chiesa e resi partecipi della sua missione:4 « Baptismus est sacramentum regenerationis per aquam in verbo – Il Battesimo può definirsi il sacramento della rigenerazione cristiana mediante l’acqua e la parola ».5

E’ lecito aspettarsi una risposta? 

Cordiali saluti e buon lavoro.

Firenze,10/08/2019                                                                     Fabio Silvi


E vorrei dare spazio a un disagio analogo, in cui un lettore citando un articolo di Avvenire, scrive, interpellando Super Ex:

Ho appena letto un articolo sul “fogliaccio”della CEI “ADAVVENIRE (BAFFONE)”un articolo a firma di don Ermes Ronchi, presbitero e teologo italiano dell’Ordine dei Servi di Maria che già dal titolo:

“Lo Spirito Santo? È Dio in libertà”mi è parso alquanto sibillino.

Tuttavia il resoconto finale mi è sembrato veramente da URLO:

“Che cos’è lo Spirito santo? È Dio in libertà. Che inventa, apre, fa cose che non t’aspetti. Che dà a Maria un figlio fuorilegge, a Elisabetta unnfiglio profeta. E a noi dona, per sempre, tutto ciò di cui abbiamo bisogno per diventare, come madri, dentro la vita donatori di vita.”

Sarei curioso di sapere cosa ne pensa il “nostro”Super EX, io non essendo teologo lo trovo ripugnante.

A cui Super Ex ha così risposto:

Caro lettore, mi viene in mente una vecchia poesiuola: “Se il pensiero deve essere libero, senza fren, senza ritegno, io direi che al manicomio fosse proprio nel suo regno: a pensar senza imbarazzi, chi più liberi dei pazzi?”.

Ecco, siccome fanno dire a Dio tutto e il suo contrario; siccome non amano la teologia, la logica, il principio di non contraddizione, la dottrina, la Rivelazione, il Magistero,  si inventano il “Dio in libertà”. Così se lo costruiscono ogni giorno come vogliono loro, oggi diverso da ieri e domani chissà. Quanto al figlio “fuorilegge” siamo alla demenza e basta. 

Dementi e presuntuosi. San Paolo ci esorta: rimanete attaccati alla sana dottrina!


Un disagio che viene aumentato da persone come il gesuita James Martin sj e i suoi imitatori italiani che augurava un felice “Pride” ai tutti i suoi amici LGBT e che ora critica il nuovo documento emanato dalla Congregazione per l’Educazione Cattolica che mette i puntini sulla teoria del Gender, annessi e connessi. Ma per ricordare la finezza e il rispetto delle sensibilità altrui mostrate durante i Pride ci sembra giusto allegare un paio di foto fresche di giornata, da sfilate nostrane dei giorni scorsi.

E proprio a puntino è giunto un commento su Stilum Curiae, che scippiamo volentieri:

COMUNICATO DEI VESCOVI DEL LAZIO:
“Cari fedeli, la santa città di Roma è stata invasa col cosiddetto Gay pride da persone che l’hanno dissacrata con l’impurità, le oscenità, la blasfemia verso le nostre più care immagini sacre, l’ostentazione del vizio contro natura, la sfida a Dio creatore e alle sue Leggi.
Noi cristiani abbiamo il dovere di pregare per questi fratelli che si trovano sulla via della perdizione, e di riparare per l’offesa a Dio e gli scandali che turbano i piccoli e gli uomini retti.
Indiciamo perciò una giornata di digiuno, una Santa Messa solenne e una grande processione di riparazione a cui invitiamo a partecipare tutte le parrocchie della Regione, tutti i sacerdoti, tutti i movimenti ecclesiali, tutte le famiglia religiose. Tutti riuniti naturalmente attorno a noi vescovi, e al Santo Padre che ovviamente, quale Vescovo di Roma, presiederà le celebrazioni”.

Fantascienza? Possiamo ancora sperare che un giorno questo accadrà davvero?